Documento del Collegio del Liceo Scientifico “A. Righi” – Roma

27 Ott

Noi, Docenti del Liceo Righi di Roma, partecipiamo al movimento di protesta che si sta sviluppando ormai nella maggior parte delle scuole italiane.

Intendiamo rispondere con la mobilitazione all’ennesimo attacco sferrato dal governo per distruggere uno dei pochi residui, baluardi di democrazia e di difesa della legalità rappresentato ancora dalla scuola pubblica. Non ci muove solo l’indignazione per la proposta di aumentare a 24 ore l’insegnamento settimanale, ultimo atto di una serie di provvedimenti lesivi della nostra dignità e professionalità, ma soprattutto il preoccupato allarme anche per i tempi stretti di approvazione del famigerato ddl 953 ex Aprea.

 

La legge Aprea-Ghizzoni è un progetto di riforma degli organi collegiali che restringe gli spazi di democrazia, apre la strada all’autonomia statutaria di ogni singola scuola, con la conseguente messa in discussione di un sistema nazionale pubblico dell’istruzione. Prevede altresì una pericolosa accelerazione sul ruolo dei soggetti privati che avranno la possibilità di entrare a far parte degli organi collegiali e in ragione del loro finanziamento esterno influenzare pesantemente il Piano dell’Offerta Formativa.

 

In questo quadro di evidente mortificazione della Carta costituzionale, il Decreto Stabilità, che aumenta l’orario di lavoro settimanale da 18 a 24 ore, costituisce un ulteriore arbitrio, vero e proprio scippo alle prerogative del CCNL 2006/09, scaduto da quattro anni e non ancora rinnovato, determinando una ulteriore riduzione dello stipendio orario; avrà forti incidenze negative sulla didattica e l’apprendimento, aumentando il numero delle classi per ogni docente ridurrà la possibilità di dedicarsi a quel lavoro invisibile, ma fondamentale, di autoaggiornamento, preparazione delle lezioni, accurata e tempestiva correzione degli elaborati; chiuderà, al pari del concorso a cattedre appena bandito dal Ministero, la porta all’insegnamento a circa 30.000 precari inseriti nelle graduatorie.

 

Per demistificare il luogo comune secondo cui i docenti italiani, una casta di privilegiati, lavorano solo 18 ore settimanali e meno dei loro colleghi europei, precisiamo con forza che le ore di lezione in classe sono solo una parte del totale, superiore alla media europea, sia nella scuola primaria (22 contro 19,6) sia nella secondaria (18 contro 16,3) e praticamente uguale nella scuola media (18 contro 18,1). La retribuzione dei membri di questa “casta” è di 1.300 euro per 18 ore di lezione frontale (oltre a tutto il carico supplementare di lavoro a casa), mentre un docente francese, ad esempio, a inizio carriera, abilitatosi con l’agrégation, ha 15 ore di lezioni frontali per circa 2.500 euro di stipendio. Al fine di migliorare la condizione dei “privilegiati” insegnanti italiani, dopo la rottura del tavolo tra Miur e Organizzazioni Sindacali lo scorso 11 ottobre sul pagamento degli scatti di anzianità per l’anno scolastico 2011/12, il Ministero si rifiuta di stanziare le risorse utili alla copertura totale degli scatti, prevedendo altri tagli al finanziamento della scuola pubblica, mentre dispone importanti stanziamenti (265 milioni di euro) per il comparto della scuola privata.

 

Non accettiamo più la logica perversa di un sistema iniquo e irresponsabile che taglia i già scarsi finanziamenti alle istituzioni fondamentali della comunità, mentre continua a sperperare, senza ritegno e con arroganza, le risorse pubbliche. A fronte delle regalie e delle immunità, che sembrano riportarci nelle maglie di un rinnovato sistema feudale, si pretendono dai lavoratori e dalle famiglie sacrifici insostenibili, rendendo impossibile qualsiasi prospettiva di soluzione di una crisi, che appare sempre più chiaramente costruita per azzerare diritti, cultura, libertà.

 

Noi docenti del Righi, non ci faremo incantare dalle promesse di ritiro dei provvedimenti relativi all’aumento dell’orario di lezione, che potrebbero essere solo una ennesima mossa elettorale, e che non sono l’oggetto centrale della protesta. Chiediamo il ritiro immediato della Legge 953 con la quale si intende eliminare la già ridotta democrazia nella scuola, attraverso lo smantellamento degli organi collegiali e che porterebbe a compimento l’opera di smantellamento della scuola pubblica e di azzeramento del diritto allo studio, iniziato negli anni novanta e accelerato dalle misure imposte dalla “riforma” Gelmini. Infatti, questa “riforma” ha distrutto l’impianto della scuola elementare, fiore all’occhiello del sistema formativo italiano, e punto di riferimento a livello internazionale. Tale scelta scellerata ha compromesso la graduale estensione di questo modello di eccellenza agli altri ordini di scuola, e, con gli interventi successivi, assunti in una prospettiva controriformista, hanno prodotto solo riduzione del tempo scuola, accorpamento degli insegnamenti, discontinuità didattica, aumento del numero degli studenti per classe, perdita di cattedre con la conseguente esclusione delle nuove generazioni di docenti, portatori di prospettive future.

 

I Docenti del Righi si riservano di adottare ogni forma di contrasto e di resistenza a tali scelte politiche e a tali provvedimenti, in collaborazione con le altre componenti (ATA, studenti, genitori) e con altre scuole del territorio.

 

Documento approvato dal Collegio all’unanimità (tre astenuti) nella seduta del 25/10/2012

 

 

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