DOCUMENTO DEI DOCENTI E ATA DEL LICEO CLASSICO SPERIMENTALE B. RUSSELL DI ROMA SULLA POLITICA SCOLASTICA DELL’ATTUALE GOVERNO

29 Ott

Oggi 26 ottobre 2012 nell’Aula Magna del Liceo B. Russell di Roma si è svolta l’ assemblea sindacale alla quale hanno partecipato più dei due terzi dei lavoratori del Russell che hanno approvato il seguente documento:

I Docenti del liceo Statale B. Russell esprimono la propria indignazione nei confronti dell’art. n. 3 del D.d.L. della legge di Stabilità, e più in generale nei confronti delle scelte politiche del Ministro dell’Istruzione  Profumo e del Governo, fortemente penalizzanti nei confronti della Scuola Pubblica; queste sono contraddistinte da continui tagli di risorse e personale, nonché da una persistente visione svalutativa della professionalità e della libertà di insegnamento.

 

I Docenti ritengono che i provvedimenti previsti dal governo, oltre che da mere ragioni contabili, siano dettate da una profonda incomprensione – per non dire ignoranza – delle realtà che maturano e si esplicano nella Scuola Pubblica e da una visione fortemente ideologica, riduttiva e puramente quantitativa di quello che costituisce il corpus di attività, progettualità e professionalità collegate alla Funzione Docente.

In particolare i Docenti del Russell dissentono dalle decisioni governative per ragioni di metodo e di merito:

Di metodo perché, in spregio al diritto e alla Costituzione della Repubblica, si interviene su una materia che è regolata da contratti liberamente sottoscritti fra le parti e si impongono dall’alto variazioni rilevanti nelle prestazioni di lavoro che non sono previste nel CCNL, attualmente in vigore e non ancora rinnovato: si tratta per l’Italia di un pericoloso precedente autoritario e illiberale nella relazione Stato-Cittadino.

Di merito, in quanto, all’interno delle attività collegate alla Funzione Docente, le ore di lezione frontali costituiscono soltanto una parte del lavoro, che in certi periodi dell’anno – ad esempio al termine dei consueti periodi in cui è suddiviso l’anno scolastico – non ne rappresentano neanche la parte più cospicua in termini di orario e di impegno.

 

È necessario ricordare al legislatore, a quanto pare attardato a una visione schematica, ormai anacronistica e puramente quantitativa del lavoro degli Insegnanti, che, nella prassi didattica quotidiana, il Docente declina la propria professionalità in un’articolata varietà di attività e adempimenti interconnessi tra loro quali:

 

La programmazione e la preparazione delle lezioni, che richiedono continui approfondimenti contenutistici e apporti critici, oltre che una necessaria e aggiornata riformulazione in termini di metodologia didattica, anche alla luce del recente ingresso nelle nostre scuole della multimedialità.

La ricerca e programmazione condivisa di percorsi individuali e collettivi, anche progettuali, e di attività integrative opzionali per la classe e  per i singoli.

La registrazione e la documentazione  delle attività che si svolgono nella classe sia a livello individuale sia collettivo.

La predisposizione e la correzione di verifiche periodiche.

I ricevimenti antimeridiani e pomeridiani delle famiglie.

La programmazione e la partecipazione alle attività collegiali.

La preparazione e l’assistenza relative ad uscite didattiche giornaliere – anche in orario pomeridiano e serale – in occasione di mostre, conferenze, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche, ecc.

La preparazione, l’organizzazione e l’assistenza relative a viaggi d’istruzione, campi scuola, stage linguistici, gemellaggi, scambi culturali.

Le attività di aggiornamento (corsi di perfezionamento, master, ecc.) e più spesso di autoaggiornamento comprese della partecipazione ad eventi culturali del proprio territorio (incontri, convegni, spettacoli teatrali, mostre, ecc.), che possano favorire un ampliamento delle proprie competenze disciplinari e avere un ritorno positivo nella pratica didattica e nel dialogo educativo con gli studenti.

L’insieme di contatti – afferenti in generale a quella preziosa dimensione relazionale di cui ogni comunità educante necessita – spesso informali, ma costanti, che si svolgono tra docenti, tra docenti e alunni, tra docenti e genitori spesso al di fuori delle ore e degli spazi istituzionalizzati e canonici; si tratta di una dimensione necessaria per migliorare il dialogo educativo, l’offerta didattica, lo spirito di socializzazione e collegialità che accompagnano e sottintendono ogni iniziativa singola e collettiva del Docente.

 

Secondo le decisioni ministeriali, invece, l’aumento dell’orario di impegno, di sei ore eccedenti l’attuale orario di cattedra, sarà utilizzato “prioritariamente per la copertura di spezzoni orario disponibili nell’istituzione scolastica di titolarità, nonché per l’attribuzione di supplenze temporanee per tutte le classi di concorso per cui si abbia titolo […], per gli impegni didattici in termini di flessibilità, e in ore aggiuntive di insegnamento, di recupero e di potenziamento”. (art. 3 c. 42 della Legge di Stabilità)

Tali provvedimenti avranno conseguenze estremamente dannose per la Scuola:

produrranno il licenziamento di un cospicuo numero di Docenti precari che non avranno più la possibilità di reinserirsi nella Scuola;

si tradurranno per tutti gli altri, in termini quantitativi, in un numero maggiore di classi o/e di discipline, di sedi, nel maggio rischio di diventare soprannumerari e in una crescita esponenziale del carico lavorativo per singolo docente.

 

Quanto esposto tenderà a sottrarre forze e risorse al proprio già defatigante lavoro per poterle ridistribuire in maniera più generalizzata – e di conseguenza necessariamente sommaria – nel tentativo di far fronte a tutti i nuovi impegni. Ne risulteranno impoveriti l’intero approccio pedagogico del Docente con le sue classi e in particolare il dialogo educativo, sempre più lontano dalle esigenze e dai bisogni dello studente, che invece sarebbe doveroso valorizzare nella sua individualità.

 

Riguardo al carico settimanale delle ore di insegnamento in Italia – la cui presunta esiguità rispetto all’estero viene addotta pretestualmente dal ministro come motivo del provvedimento – risulta complessivamente nella media europea (cfr. fonte http://www..indire.it.; tabelle in http://www.oecd.org).

Solo un esempio: l’unità oraria in Germania – Paese che investe in modo decisivo nella scuola – è di 45’ per un totale di circa 22-24 unità orarie che corrispondono all’incirca alle nostre 18 ore; in alcuni Laender per i Docenti più anziani e per coloro che hanno gravi disabilità sono previste graduali riduzioni di orario (cfr. http://www.mk-intrn.bildung-Isa.de/Bildung/ve-arbeitszeitlehrkraefte.pdf).

Tralasciamo il discorso della retribuzione…

 

I Docenti del Liceo B. Russell esprimono inoltre la loro profonda preoccupazione nei confronti del D.d.L. 953 ex Aprea (ora Ghizzoni, PD), il progetto di riforma dello statuto delle Scuole e degli organi collegiali che, mentre restringe gli spazi alla partecipazione democratica di alcune componenti della vita scolastica, apre la strada all’autonomia statutaria di ogni singola scuola, con la conseguente messa in discussione di un Sistema Nazionale Pubblico dell’Istruzione, unica Agenzia – per disposizioni della nostra Costituzione – che ha il compito di rimuovere gli ostacoli al raggiungimento di una condizione di pari opportunità sul piano della formazione e dell’istruzione per i nostri studenti provenienti da profonde disomogeneità geografiche e sociali a volte presenti anche a livello locale. Occorre rilevare la pericolosa accelerazione impressa al ruolo dei soggetti privati che avranno la possibilità di entrare a far parte degli organi collegiali e, in ragione del loro finanziamento esterno, influenzare pesantemente il POF, la libertà di pensiero, di ricerca, di insegnamento, sanciti dalla Costituzione italiana.

Nell’esame di questo D.d.L., noi Docenti del B. Russell abbiamo individuato i seguenti punti critici:

 

la creazione di un Consiglio dell’Autonomia al posto dell’attuale Consiglio d’Istituto, organo di indirizzo della scuola. Non ne farà più parte una componente del personale ATA della scuola, al posto del quale troveremo invece «membri esterni, scelti fra le realtà culturali, sociali, produttive, professionali e dei servizi, in numero non superiore a 2 […]» (art. 4), i cui criteri di individuazione risultano dubbi. Si corre il rischio così che una logica legata a rapporti di forza locali – spesso di natura clientelare – possa prevalere sulla salvaguardia democratica dell’interesse collettivo, in quanto ogni scuola potrà essere condizionata dai poteri forti presenti nel territorio.

 

La stesura di uno Statuto autonomo, elaborato dal Consiglio dell’Autonomia, diverso per ciascuna delle circa diecimila scuole italiane, che disciplinerà l’amministrazione dell’Istituto, la strutturazione degli organi interni, nonché le delicate relazioni tra le diverse componenti che ne fanno parte: materie finora regolate da una normativa unitaria per tutto il territorio nazionale. Lo Stato, di conseguenza, non garantirà più le pari opportunità degli studenti nell’esercizio del diritto allo studio. Si corre il rischio che la cosiddetta offerta formativa venga parcellizzata in una miriade di piani di studio; di conoscenze e competenze fornite e di relativi attestati, di teorie, metodi e strumenti didattici e operativi; le nostre scuole potrebbero sprofondare in una babele di linguaggi e scelte localistiche, che ne accrescerebbero il divario a seconda della loro dislocazione geografica e della composizione sociale di provenienza degli studenti.

 

La definizione, in base allo Statuto di ogni singola scuola, delle regole secondo cui studenti e genitori avranno il diritto di partecipare; in questo modo si cancellerà il Decreto Legislativo 297/94 (Testo Unico sulla scuola) che finora dettava le norme sugli organi collegiali, una conquista democratica, che, nonostante il discusso funzionamento dovuto ad una partecipazione contenuta, ha dato comunque voce a tutte le componenti della scuola.

 

Il rischio che lo Statuto autonomo di ogni singola scuola possa influenzare le scelte e le strategie didattiche dei Docenti e la loro libertà di insegnamento, perché stabilirà «la composizione e le modalità della necessaria partecipazione degli alunni e dei genitori alla definizione e raggiungimento degli obiettivi educativi di ogni singola classe» (art. 6 c. 4).

 

La possibilità di «ricevere contributi da fondazioni finalizzati al sostegno economico delle loro attività, [che] possono essere soggetti sia pubblici che privati, fondazioni, associazioni di genitori o di cittadini, organizzazioni no profit» (art. 10 c. 2). Tali soggetti avrebbero il proprio posto nel Consiglio dell’Autonomia, rischiando – anche in questo caso – di condizionarne le scelte, secondo criteri estranei a esigenze e strategie prettamente didattiche e pedagogiche, perseguibili solo attraverso la libertà di ricerca, di insegnamento, di apprendimento, sancita dalla Costituzione.

 

Il particolare iter legislativo del DDL. Infatti, il 4 aprile 2012 la Camera ha trasferito il testo unificato alla VII Commissione Cultura in sede legislativa (presidente della commissione Ghizzoni, Pd). Di conseguenza, il testo unificato sarà reso legge a tutti gli effetti dalla Commissione e non dall’intera Assemblea, perché subordinato alla procedura riservata ai progetti di legge privi di speciale rilevanza di ordine generale o che rivestono particolare urgenza. Dunque, nonostante esso rappresenti uno stravolgimento del quadro normativo vigente, viene trattato come una questione di eccezionale urgenza e sottratto ad un pubblico dibattito.

 

I lavoratori tutti del Liceo Russell, Docenti e ATA, esprimono inoltre la loro netta contrarietà al provvedimento contenuto nell’art.13 del D.L. 95 del 06/07/2012, convertito in legge n.135 del 07/08/2012, che prevede il declassamento dei docenti inidonei e loro inquadramento come personale ATA. Tale provvedimento, incostituzionale, svilisce la professionalità di questi docenti e incide negativamente sulla funzionalità amministrativa dell’intera comunità scolastica, disconoscendo le professionalità acquisite del personale ATA già in servizio e sottraendo allo stesso un consistente numero di posti di lavoro. Ecco che, ancora una volta, si fa pagare la crisi alle categorie più deboli, si tratti di malati o di parenti dei malati (si vuole far qui riferimento anche alla iniqua ipotesi proposta, poi ritirata, di ridurre il compenso giornaliero ai lavoratori che, godendo dei benefici della L.104, si trovino nella necessità di assentarsi dal lavoro per assistere i propri parenti invalidi).

 

In aggiunta a quanto sopra e in considerazione della rottura del tavolo di trattativa tra Miur e Organizzazioni Sindacali, lo scorso 11 ottobre sul pagamento degli scatti di anzianità per l’anno scolastico 2011/12, i docenti e il personale ATA del Liceo Russell chiedono con forza al Ministero di stanziare subito tutte le risorse utili alla copertura totale degli scatti, senza ulteriori decurtazioni dal bilancio della scuola pubblica, anche e soprattutto alla luce degli ultimi stanziamenti di 223 milioni di euro per gli istituti privati.

Tutto ciò considerato, i Docenti e la componente ATA del Liceo Russell

 

Auspicano che il governo prenda coscienza della portata delle critiche e della crescente protesta della società civile e si impegni a non riversare le pur legittime esigenze di bilancio su un settore di vitale importanza per il futuro del Paese come quello della formazione e l’istruzione dei cittadini di domani.

 

Sottolineano ancora una volta che “l’attività docente non è di natura impiegatizia e riproduttiva, ma  ha le caratteristiche della ricerca che quotidianamente ogni docente e ogni comunità educante  mette in atto  per trovare strategie didattiche efficaci a rispondere ai bisogni  di ciascun alunno,  per adeguare i propri strumenti professionali al continuo riassetto dei saperi disciplinari e delle tecnologie didattiche, per  conoscere e dominare  efficacemente  l’universo  mediatico a cui gli adolescenti sono esposti, all’interno del quale  devono essere messi in grado di muoversi con capacità critiche. Per questo ogni  Docente non esaurisce le proprie conoscenze nella fase della prima formazione, ma necessita di una formazione e di un aggiornamento continui  nei diversi ambiti: disciplinare, psico-pedagogico, sociologico.” (cfr. Simonetta Salacone, “Basta mortificare la scuola!)

 

Chiedono che l’attuale dibattito, impropriamente aperto dal ministro su un presunto insufficiente impegno, porti a una riconsiderazione radicale dell’orario di lavoro dei Docenti di gran lunga eccedente l’orario di servizio. È necessario rendere finalmente visibili e accertabili tutte le attività che l’insegnamento comporta, spesso invisibili e sommerse in quanto non considerate a volte non sempre misurabili secondo criteri puramente ragionieristici (si pensi alla lettura di un testo). Tali attività sono svolte in parte all’interno, in parte all’esterno delle scuole, in parte durante l’orario di lezione, in parte in orario extrascolastico, in parte per singoli alunni, in parte per le proprie classi, in parte per l’intera scuola.

Devono essere valorizzate le costanti tra Docenti di ogni ordine e grado e cattedra disciplinare, senza al contempo appiattire le diversità di ruolo, funzioni, compiti e responsabilità; bisogna garantire inoltre spazi fisici pertinenti e attrezzati in modo idoneo, perché alcune di queste attività possano essere svolte all’interno degli edifici scolastici e assegnare risorse per una formazione in servizio di qualità e una ricerca oggi affidati spesso all’iniziativa personale.

È necessario, infine, garantire quegli spazi di partecipazione democratica, di difesa del bene comune, di vera autonomia nella ricerca, nell’insegnamento, nelle scelte didattiche e pedagogiche di cui la Scuola Pubblica, nonostante tutta la precarietà imposta dai tagli di risorse materiali e umane, è salvaguardia e garanzia.

 

Visto quanto sopra esposto e in ragione della estrema gravità di quanto precede, l’assemblea dei Docenti e Personale ATA del Liceo Classico Sperimentale B. Russell assume le seguenti azioni di protesta in accordo con analoghe iniziative delle scuole di Roma:

 

Blocco di tutte le attività extracurricolari non esplicitamente previste dal CCNL come obbligatorie quali:

funzioni strumentali, dipartimenti, coordinamenti di vario tipo;

tutte le attività extracurricolari, antimeridiane e pomeridiane;

viaggi di istruzione e uscite didattiche.

 

Astensione dalle prestazioni aggiuntive oltre l’orario d’obbligo del personale docente e ATA.

 

Astensione dallo svolgimento di funzioni superiori da parte degli assistenti amministrativi e docenti in sostituzione di DGSA e Dirigente.

Periodo di mobilitazione e informazione dal 29/10/12 fino al ritiro ufficiale della proposta e/o definizione della legge di stabilità con le seguenti iniziative:

Rinvio della presentazione delle programmazioni;

Temporanea sospensione delle verifiche scritte e ricevimento antimeridiano dei genitori;

Creazione di spazi informativi con studenti, genitori, testate giornalistiche;

Open day con eventuale notte bianca;

Creazione di una pagina web informativa nel sito;

Rinvio dei consigli di classe;

Sospensione della scelta dei libri di testo.

 

Docenti e ATA si impegnano inoltre ad adottare ogni possibile e legale forma di lotta, mettendo in atto iniziative di mobilitazione e di protesta che possano contrastare le decisioni ministeriali e sensibilizzare in tutti i modi l’opinione pubblica quali:

 

 

1. Organizzare uno o più spazi per illustrare agli studenti la gravità delle iniziative in corso nei confronti della Scuola Pubblica e l’importanza della sua difesa. Occorre spiegare che la nostra lotta non riguarda rivendicazioni esclusivamente di natura economica, ma ha a cuore la qualità della relazione educativa e l’insieme dei processi di insegnamento -apprendimento in atto nelle nostre scuole.

 

 

2. Utilizzare tutti gli spazi e le occasioni possibili di contatto per informare le famiglie sulle ricadute didattiche dei provvedimenti previsti per la scuola pubblica, invitando i genitori e i cittadini a sostenerci e a difendere con noi la Scuola Statale.

 

3. Sollecitare l’unità di tutte le forze sindacali nel proclamare uno sciopero generale di tutti i lavoratori della scuola da svolgersi nella stessa data.

 

4. Organizzare una manifestazione cittadina insieme a insegnanti, studenti, genitori delle altre scuole e dei cittadini tutti.

 

 

Roma, 26 ottobre 2012

 

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