CHI DA’ I NUMERI?

30 Ott

 

Come sempre, quando arriva l’autunno comincia la danza dei numeri. Prima la chiamavano finanziaria, oggi legge di stabilità, ma è simile l’effetto che fa. Provoca stordimento, confusione e di solito riduce le risorse alla sanità, ai trasporti, alla ricerca, all’università, … in una parola alla società.

In tre anni dal 2008 al 2011 alla sola scuola sono stati tolti, 8 miliardi di euro , 80.000 posti tra i docenti e 45.000 tra i collaboratori scolastici ed amministrativi. La chiamarono riforma Gelmini. Poi ne vennero molti altri, da quelli dei soldi mai arrivati per metterle in sicurezza, ai mille dei nuovi istituti comprensivi fino a quelli del concorso beffa, con in testa quello magico dello spread a batter il tempo. Il loro tempo.

Ecco perché, essendo professoresse e professori – anche se precari, anche se di minimo ruolo – visti gli errori da matita blu di ben più autorevoli colleghi, siamo molto preoccupati. Intanto per il paese.

E poi anche per noi, perché non è bello per un errore linguistico inaccettabile – le ore di insegnamento trasformate in orario di lavoro – vedersi gettare in pasto a chi ne passa quaranta e più davanti ad un computer, in una fabbrica, in un negozio. Ne faresti solo 24 e protesti, potrebbero chiederci.

Ed invece non solo non sta accadendo, ma poiché le persone comuni sono molto più intelligenti di quanto pensa chi è molto in alto, chissà che non accada che stiano anche fisicamente con noi le prossime domeniche dalle 11 alle 13 davanti al Ministero. A giocare molto seriamente con i numeri ed insieme a capire bene, se per una volta, riconoscono di avere sbagliato. Perché lo hanno balbettato lo stop alle 24 ore, ma non ancora fatto . E soprattutto ribadiscono che i saldi sono invariati. Come faranno?

Sarà il caso di aiutarli a far bene i conti? Del resto i numeri giusti già ci sarebbero, in primis quelli della costituzione e delle date. Nel primo spot si è evocato l’articolo 3, con la voce di Calamandrei, la prossima domenica è il 4 novembre, anniversario per l’Italia della fine della prima guerra mondiale, quella in cui si morì per confini che, oggi, non ci sono più.

Da cui la semplice domanda, per il prossimo appuntamento di domenica 4 novembre 2012.

Come mai se l’Europa vince il premio nobel della Pace, uno dei paesi fondatori – l’Italia – ha recentemente partecipato ad un conflitto – in Iraq – senza nessuna approvazione in sede ONU, continua a pagare umanamente ed economicamente un prezzo inaccettabile per missioni difficilmente definibili solo di pace – in Afghanistan – e come se non bastasse ipotizza di spendere nello stesso momento, 15 miliardi di euro per gli aerei F35, mentre taglia su tutto?

In Pakistan, in questi giorni, una ragazza Malala, prima di venire quasi uccisa solo perché voleva studiare, ha scritto sul suo diario che non vuole armi, ma solo penne. A dirlo qui ci vuole molto meno coraggio, è già scritto nella nostra Costituzione, ma davanti a Parlamentari usi ad operar a loro insaputa, sarà bene rammentarlo.

E’ con questo spirito che la redazione di Teacherpridetv, – i cui spot sono già visibili su you tube, come quello per oggi – vi invita Mercoledì 31 ottobre 2012 alle 16,30, presso l’istituto comprensivo via dei Sesami 20 (zona centocelle) per contribuire ad organizzare insieme il prossimo appuntamento:

4 novembre 2012 – scalinata del Ministero della pubblica istruzione – ore 11

Info: partecipata@gmail.com cell.339 1524591 su youtube teacherpridetv

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    […] approvano mozioni contrarie alle politiche di dismissione della scuola pubblica, si sono svolti due flash-mob davanti al Miur e un altro è in programma per domenica 4 novembre. Si moltiplicano le iniziative di […]

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