COMUNICATO DEL COLLEGIO DEI DOCENTI DELL’ITCS “VITTORIO BACHELET DI ROMA”

31 Ott

Il Collegio dei docenti dell’I.T.C.S. “Vittorio Bachelet” di Roma aderisce al documento proposto dal Coordinamento delle Scuole di Roma e lo riporta in calce al presente comunicato.

In particolare questo Collegio CONTESTA E DISAPPROVA PROFONDAMENTE sia l’obiettivo con il quale il governo in carica (con l’appoggio delle forze politiche che lo sostengono?!…) vuole di fatto minare alle radici e svilire il lavoro della classe docente tutta, sia le modalità con le quali si sta procedendo, unilateralmente, a smantellare un sistema di contrattazione del lavoro che non ha precedenti… recenti. Il provvedimento governativo attualmente in discussione, cosi come è stato redatto, fa emergere l’assoluta ignoranza dell’attuale realtà relativa al vero lavoro della classe docente e, se cosi non fosse, ancora peggio farebbe pensare al totale disprezzo e alla non considerazione dello stesso.

Una classe governativa che non riconosce la centralità e la valenza del mondo della scuola quando si fregia di appartenere alla parte “colta e avanzata dell’Europa”, precipita impietosamente e miseramente nel ridicolo e nella palese contraddizione.

Le attuali decisioni del governo in tema di tempo-lavoro dei docenti mirano all’aumento di sei ore settimanali con la vile motivazione che dovremmo adeguarci alla realtà europea più avanzata e dimostrano, da un lato, di non riconoscere l’immensa mole di lavoro non frontale che un docente svolge da anni, dall’altro di non conoscere (o si glissa volutamente) i parametri reali, economici e non, di misura e confronto con la classe docente dei paesi europei più avanzati.

Solo per chi non dovesse essere a perfetta conoscenza della realtà scolastica, segue un elenco delle attività svolte dai docenti oltre le 18 ore frontali:

1. attività di aggiornamento

2. programmazione dei percorsi per la classe e per i singoli alunni

3. preparazione dell’ora di lezione con continua progettazione e messa a punto dei contenuti

4. valutazioni formative e sommative

5. preparazione e correzione degli elaborati

6. attività di recupero e di sostegno per gli alunni con bisogni speciali

7. allestimento e conduzione delle attività laboratoriali

8. adattamento della didattica alle modifiche dei programmi introdotte dai nuovi ordinamenti per la scuola

9. realizzazione dei percorsi per il recupero e per l’eccellenza

10. visite di istruzione

11. attività per l’ampliamento dell’offerta formativa

12. rapporti con le famiglie

13. consigli di classe

14. lavori dei dipartimenti disciplinari

15. registrazione e documentazione delle attività che si svolgono

16. rapporti interistituzionali con altri soggetti che intervengono nelle attività dell’educazione ed istruzione

17. coordinamento di classe e di dipartimento

Dopo che da anni si continua a mortificare e sfruttare economicamente la professionalità della classe docente, ancora una volta, e in nome di una realtà scolastica europea che si misconosce, si proclama la necessità di sacrificare le forze e le energie di masse di lavoratori e lavoratrici già prostrate.

E’ il caso di ricordare che il ridimensionamento degli Istituti scolastici, finalizzato essenzialmente alla riduzione della spesa per l’istruzione, ha causato sia pesanti conseguenze sulla qualità del servizio scolastico (basti pensare alla nostra realtà che vede la mancanza di titolarità del Dirigente Scolastico e del DSGA), sia sulla qualità dell’offerta didattico-educativa attraverso la perdita di posti di lavoro, determinando così uno stato crescente di discontinuità didattica.

Una scuola pubblica costretta ad elemosinare il contributo delle famiglie per garantire il funzionamento di una struttura che sia all’altezza delle esigenze formative attuali (ad es. l’uso del registro online, adottato dal Bachelet già molti anni fa, è stato abbandonato per mancanza di fondi…).

Il Collegio altresì manifesta preoccupazione in merito al Ddl 953 (ex disegno di legge Aprea) sulla “Autonomia statutaria delle Istituzioni Scolastiche” che definisce una scuola clientelare, aperta alla logica finanziaria e non più una scuola pubblica aperta alla libertà di pensiero e allo sviluppo dello spirito critico.

E’ ora che tutti noi, con la solidarietà dei genitori e degli alunni reagiamo a questa sistematica demolizione del sistema formativo pubblico. Se il lavoro dei docenti italiani, dunque, si limita alle apparenti 18 ore frontali, questo Collegio si limiterà, da oggi e fino a data da destinarsi, a svolgere esclusivamente quel che spesso viene definito “un misero cumulo di ore”, ignorando le innumerevoli altre attività, indispensabili per lo svolgimento reale della funzione.

Da questo momento vigileremo con la massima attenzione su tutte le azioni delle forze politiche, sindacali e governative e trarremo le dovute conclusioni.

MOZIONE COLLEGIO DOCENTI

(PROLUNGAMENTO ORARIO, DDL 953 E SCATTI DI ANZIANITA’)

Il Collegio Docenti della scuola I.T.C.S. “Vittorio Bachelet” di Roma esprime grave preoccupazione, indignazione e profondo dissenso nei confronti delle scelte politiche del Ministro Profumo e più in generale del Governo fortemente punitive verso la scuola pubblica, caratterizzate da tagli di risorse e personale, attuati in forme diverse e non sempre trasparenti. nonchè da una martellante svalutazione della professionalità e della libertà di insegnamento.

Il Collegio Docenti della scuola I.T.C.S. “Vittorio Bachelet” di Roma esprime netta contrarietà ai seguenti provvedimenti all’ordine del giorno dell’agenda politica:

– ddl 953 ex Aprea, il progetto di riforma degli organi collegiali che restringe gli spazi di democrazia, aprendo la strada all’autonomia statutaria di ogni singola scuola, alla conseguente messa in discussione di un sistema nazionale pubblico dell’istruzione e alla pericolosa accelerazione sul ruolo dei soggetti privati che avranno la possibilità di entrare a far parte degli organi collegiali e in ragione del loro finanziamento esterno influenzare pesantemente il Piano dell’Offerta Formativa.

– il Decreto Stabilità che aumenta l’orario di lavoro settimanale da 18 a 24 ore, con 6 ore in più non retribuite in cambio della possibilità di usufruire di 15 giorni in più di ferie da maturare nel periodo estivo: un vero e proprio scippo alle prerogative del CCNL 2006/09, un provvedimento che avrà forti incidenze negative sulla didattica e l’apprendimento e che chiuderà, al pari del concorso a cattedre appena bandito dal Ministero, la porta all’insegnamento a circa 30.000 precari inseriti nelle graduatorie.

Inoltre, dopo la rottura del tavolo tra Miur e Organizzazioni Sindacali lo scorso 11 ottobre sul pagamento degli scatti di anzianità per l’anno scolastico 2011/12, il Collegio Docenti della scuola I.T.C.S. “Vittorio Bachelet” di Roma chiede con forza al Ministero di stanziare subito tutte le risorse utili alla copertura totale degli scatti senza ulteriori decurtazioni dal bilancio della scuola pubblica, anche e soprattutto alla luce degli ultimi stanziamenti ad hoc per il comparto della scuola privata.

Il Collegio Docenti della scuola I.T.C.S. “Vittorio Bachelet” di Roma si riserva ogni forma di contrasto e resistenza a tali scelte politiche e provvedimenti, anche in collaborazione con le altre componenti (ATA, studenti, genitori) e con altre scuole del territorio.

Per salguardare la conoscenza quale bene comune e per restituire dignità al lavoro dopo anni di tagli e assenza di progetto educativo complessivo.

In particolare il Collegio delibera di procedere alla sospensione delle seguenti attività non obbligatorie come definite dal CCNL:

– le attività aggiuntive e le ore eccedenti di insegnamento

– le attività oggetto di ampliamento dell’offerta formativa e le prestazioni professionali (con deroga per l’orientamento in entrata)

– le attività strumentali connesse alla realizzazione del POF

– le attività di collaborazione offerte ad altre scuole statali che, per la realizzazione di specifici progetti deliberati dai competenti organi, abbiano necessità di disporre di particolari competenze professionali non presenti o non disponibili nel corpo docente della istituzione scolastica

– lo svolgimento di visite guidate, gite e viaggi di istruzione. Non costituendo attività obbligatoria, può essere oggetto della sospensione prevista dalla vertenza anche il rifiuto di svolgere tali attività

– Ogni forma di collaborazione, anche volontaria che normalmente si presta, in ogni singola unità scolastica, per la buona riuscita delle attività didattiche e di funzionamento.

In questa fase di agitazione, è opportuno che tali attività e collaborazioni siano sospese, per rafforzare le iniziative di pressione e mobilitazione messe in campo.

Il Collegio approva all’unanimità

Roma, 29 ottobre 2012

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