DOCUMENTO APPROVATO ALL’UNANIMITA’ DAL COLLEGIO DEI DOCENTI DEL LICEO “NICCOLO’ MACHIAVELLI” IN DATA 26 /10/2012

2 Nov

I docenti del Liceo “N. Machiavelli” esprimono profonda preoccupazione e ferma indignazione sulle politiche scolastiche dell’attuale governo che appaiono come l’ennesimo, durissimo colpo inferto all’istruzione pubblica e concorrono, ancora una volta, a sottrarre risorse umane ed economiche al sistema della Scuola statale già interessato, negli ultimi due anni, dal taglio di 8 miliardi di euro. La legge in via di approvazione, con un aumento di un terzo dell’orario definito contrattualmente, va nella direzione, pericolosissima, di screditare ulteriormente la classe docente italiana, già da tempo oggetto di durissimi, inaccettabili attacchi e additata alla pubblica opinione come “assenteista e fannullona”. Denigrando giorno dopo giorno l’immagine degli insegnanti, i governi degli ultimi vent’anni sono riusciti nell’intento di snaturare la Scuola statale con l’unico scopo di “fare cassa” e di delegittimare la funzione istituzionale della scuola. Una funzione alta, sancita dalla nostra Costituzione: quella di “formare l’uomo e il cittadino”.

Quando si arriva a inserire in un disegno di legge un incremento di 6 ore di lezione frontale, senza rispetto del contratto nazionale vigente (peraltro fermo al triennio 2006-2009) e senza previsione di un opportuno adeguamento economico, utile almeno ad armonizzare la retribuzione agli standard europei, significa che i decisori politici ritengono di poter costringere gli insegnanti a lavorare in qualsiasi condizione; ritengono di avere di fronte dei baby-sitter, non dei professionisti che costruiscono con serio impegno la qualità del proprio insegnamento; ritengono di essere autorizzati a umiliare una classe di lavoratori che da sempre si prodiga con generosità e dedizione alla crescita culturale delle ragazze e dei ragazzi loro affidati, andando, da sempre, ben oltre il proprio orario di lavoro; ritengono, infine, di poter “rottamare” i precari – già selezionati attraverso procedure concorsuali varie, plurititolati, pluriabilitati e con esperienza pluriennale – attraverso un concorso–truffa, espediente unicamente propagandistico, volto a mascherare i feroci tagli inferti alla scuola e la mancanza di qualsiasi piano di assunzione a tempo indeterminato sui posti vacanti e disponibili (appena 11.000 posti messi a concorso a fronte di 120.000 posti vacanti e liste di precari che raggiungono ormai le 200.000 unità). Quando si arriva a progettare una legge come il DdL 953 (ex legge Aprea), che di fatto smantella il Consiglio d’Istituto trasformandolo in un “Consiglio dell’Autonomia” di cui faranno parte i privati e i poteri forti del territorio, significa che si vogliono soffocare tanto la libertà d’insegnamento quanto il funzionamento democratico della scuola; quando, in quello stesso decreto, si dice che ciascun Consiglio dell’Autonomia potrà stabilire il proprio Statuto in merito a questioni amministrative e alla gestione dei propri organi interni, significa che le scuole italiane diventeranno sempre più disomogenee, accentuando le differenze ai danni dei più deboli; significa che il compito costituzionalmente sancito e affidato alla Repubblica italiana, quello cioè di “ rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” non è più ritenuto valido; e quando, poi, si arriva a calare tutto questo dall’alto senza alcun tipo di confronto con le parti direttamente interessate, significa che la democrazia stessa è in pericolo.

La conoscenza e la libertà di trasmetterla sono valori che appartengono a tutta la collettività. E un governo che non tutela la scuola, non tutela i suoi docenti, anzi tenta continuamente di mortificarli, calpestarli, offenderli con provvedimenti assurdi e inaccettabili, non tutela il futuro della società.

Lungi da noi, dunque, la volontà di esprimere dissenso in una logica corporativa: oggi è in gioco molto più di una semplice rivendicazione sindacale. È in gioco la garanzia per i nostri alunni e per i nostri figli di vivere in uno Stato di diritto, in uno Stato in cui la Costituzione non sia solo carta straccia.

Per queste ragioni i docenti del Liceo “N. Machiavelli” si oppongono con fermezza:

1) a qualsiasi ipotesi di aumento delle ore frontali;

2) al Ddl 953 (ex legge Aprea);

3) a qualsiasi ulteriore taglio economico ai danni della Scuola pubblica.

Si impegnano pertanto a realizzare le seguenti forme di protesta:

1) sospensione dei viaggi di istruzione e delle uscite didattiche;

2) sospensione delle nuove adozioni dei libri di testo;

3) blocco dei progetti e delle attività aggiuntive (coordinatori, segretari, responsabili di laboratorio, funzioni strumentali, commissioni);

4) emersione del “lavoro nero” svolto dagli insegnanti: l’iniziativa è da concretizzarsi attraverso “lezioni essenziali” di una settimana dal 5 al 9 novembre, con la stretta osservanza delle 18 ore di lavoro contrattuali nelle quali concentrare: – programmazione educativa; – programmazione didattica; – preparazione delle lezioni; – lezioni frontali; – personalizzazione della didattica (handicap, disturbi specifici di apprendimento, sostegno agli alunni stranieri); – preparazione delle verifiche; – correzione delle stesse;

5) riduzione al minimo delle valutazioni periodiche;

6) sospensione del tradizionale ricevimento-genitori mattutino.

Inoltre, propongono le seguenti attività:

1) interessamento di trasmissioni radiofoniche e televisive, giornali on line, acquisto di una pagina di quotidiano nazionale per pubblicizzare le nostre iniziative;

2) indizione al più presto di un’assemblea sindacale per informare tutti i lavoratori (personale Ata e docenti) sulle ricadute che le trasformazioni in atto avranno nel comparto scuola a tutti i livelli;

3) informazione agli alunni sulla mobilitazione in atto;

4) informazione attraverso un’assemblea pomeridiana rivolta ai genitori e studenti sulla mobilitazione e sulle sue le motivazioni;

5) realizzazione di iniziative congiunte docenti, studenti, ATA, genitori con distribuzione di materiale informativo tra le varie componenti utilizzando anche il sito della scuola;

6) organizzazione di brevissime riunioni a fine orario nelle varie sedi per veicolare le novità e fare il punto della protesta.

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2 Risposte to “DOCUMENTO APPROVATO ALL’UNANIMITA’ DAL COLLEGIO DEI DOCENTI DEL LICEO “NICCOLO’ MACHIAVELLI” IN DATA 26 /10/2012”

  1. Riziero Agostinelli 4 novembre 2012 a 20:27 #

    Gentilmente mi potete dire LUOGO E ORA della MOBILITAZIONE del 10 novembre? Inoltre L’assemblea di martedi 6 alla scuola Mamiani a che ORA? GRAZIE…Riziero

    • coordscuoleroma2012 5 novembre 2012 a 08:21 #

      10 novembre manifestazione da piazza dell’Esquilino alle 14,30

      6 novembre assemblea del coordinamento alle ore 15,30 al liceo Mamiani.

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