LAVORARE BENE, LAVORARE TUTTI – Documento dell’assemblea sindacale dell’IC via dei Sesami del 19/10/2012

2 Nov

Potremmo fare un lungo, lunghissimo elenco di tutto quello che è stato fatto di male, in questi anni, alla scuola ed alla società tutta.
Oggi, però, non c’è tempo di parlarne con agio, perché novelli signori grigi di Momo, è esattamente quello – il tempo – che ci vogliono portare via. Ed è noto che, in questa società, nulla come il tempo è denaro.
Ma che tempo è, poi?
E’ quello del sapere, della cura, della professionalità, è primariamente quello per le nuove generazioni, per il futuro di un paese. E’ quello che tutte le forze politiche giudicano strategico.
E dunque come mai succede? Perché c’è la crisi, risponderanno loro.
Dipende, perché invece, come in Pinocchio, non sempre tutto inizia nello stesso modo e dunque, per una volta, sorprendiamoli.
Siamo fannulloni, privilegiati, così avidi da dover dare per legge, “un contributo di generosità”, dopo esserci pagati per anni anche carta e carta igienica? Benissimo, ma non avendo conti segreti o in qualche paradiso fiscale, ai “Professori” di governo, possiamo solo regalare una, dieci, cento, mille serata di cultura, musica, parole, testimonianze … di protesta e dignità .
E perchè il messaggio arrivi forte e chiaro è bene cominciare dalla scalinata del ministero, un vero palco naturale, con tutta l’energia che ancora abbiamo. Perché fino a quando chi dà le carte bara così platealmente non ci sono programmi, scrutini, ordini di servizio che tengano. E perché sia chiaro che se riusciranno a farci lavorare di più, pagandoci di meno, se terranno fuori dalla porta migliaia di persone colte, giovani e preparate che chiamano precarie e precari, mentre spremeranno chi è dentro fino a che non avremo più fiato neppure per dire buongiorno, ebbene se accadrà tutto questo non avremo perso noi. Avrà perso un paese intero, avranno perso le ragazze ed i ragazzi a cui potremo solo dire: Un tempo questo paese era una Repubblica, avevamo dei diritti, si lottò a lungo per conquistarli, si sconfissero nazismo e fascismo, si mandarono in esilio re complici ed inetti, ci spiace, ma oggi siamo di nuovo sudditi. Possono fare di voi e di noi, ancora una volta, tutto ciò che credono.
Ed invece siamo ancora cittadini.
Ed all’ombra dell’ultimo spread abbiamo la sensazione che oggi non dorma più nessuno e che “l’onda” che non travolse la Gelmini, solo perché neppure uno tsunami sarebbe riuscito a mandare a casa il peggiore parlamento della nostra storia, visto che era stato appena eletto, questa volta non la fermerà nessuno.
Ed aiuterà a voltare collettivamente pagina.
Ci proviamo?

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