MOZIONE COLLEGIO DOCENTI 30 OTTOBRE 2012 IC PABLO NERUDA – ROMA

2 Nov

Il Collegio Docenti dell’Istituto Comprensivo Pablo Neruda esprime grave preoccupazione, indignazione e profondo dissenso nei confronti delle scelte del ministro Profumo e più in generale del Governo fortemente punitive verso la scuola, nel solco di politiche scolastiche che si ripetono da troppi anni e per le quali l’istruzione, la ricerca e la formazione universitaria sono una semplice voce di spesa da contenere e non, come dovrebbe essere, un settore in cui investire proprio in un momento di grave crisi strutturale ed economica. Ricordiamo per brevità le ultime misure imposte dalle “riforme” Moratti-Gelmini con la distruzione dell’impianto della scuola elementare, fiore all’occhiello del sistema formativo italiano e punto di riferimento a livello internazionale. Tale scelta scellerata ha compromesso la graduale estensione di questo modello di eccellenza agli altri ordini di scuola e, con gli interventi successivi, assunti in una prospettiva controriformista, ha prodotto solo riduzione del tempo scuola, accorpamento degli insegnamenti, discontinuità didattica, aumento del numero degli studenti per classe, perdita di compresenze, attività laboratoriali e di cattedre con la conseguente esclusione delle nuove generazioni di docenti, portatori di prospettive future.

Il Collegio Docenti esprime netta contrarietà ai seguenti provvedimenti ancora all’ordine del giorno dell’agenda politica:

1. DDL ex Aprea: progetto di riforma degli organi collegiali in cui si restringono gli spazi di democrazia e di trasparenza all’interno della gestione dell’istituzione scolastica (non è più automatica la rappresentanza di genitori e alunni negli organi collegiali, la presenza di soggetti privati può condizionare in modo pesante, in ragione di possibili finanziamenti, la libertà delle scelte didattiche degli insegnanti);

2. Decreto Stabilità: non è stato ancora stralciato, nonostante alcune dichiarazione del Governo, l’aumento delle ore di insegnamento frontale della scuola secondaria (medie e superiori) del 30%.

Si ricorda per chiarezza che dietro un’ora di insegnamento frontale in classe esistono ore di lavoro per

• Programmazione e organizzazione delle attività

• Relazioni da redigere

• Elaborati da correggere

• Riunioni collegiali tra docenti

• Materiali didattici da preparare (per verifiche o spiegazioni)

• Contenuti da rileggere o approfondire

• Aggiornamento

• Colloqui con genitori

• Scrutini ed esami

È evidente che l’aumento gravoso della mole di lavoro non potrà garantire la stessa qualità di insegnamento prima assicurata, con forti ripercussioni negative sulla didattica e sull’apprendimento degli alunni.

Il provvedimento causerebbe inoltre l’espulsione di migliaia di precari che lavorano da anni nel mondo della scuola.

Esprimiamo ferma contrarietà alla modifica dell’orario di lavoro senza passare attraverso la doverosa contrattazione tra le parti, scavalcando così il Contratto collettivo nazionale di lavoro; siamo contrari al dimensionamento scolastico, al blocco della retribuzione dal 2009 al 2017, all’ulteriore diminuzione dei fondi per la scuola statale (per finanziare progetti, attività di approfondimento e recupero per gli studenti, spese vive di gestione delle istituzione scolastiche); alla conferma di cospicui finanziamenti alla scuola privata.

Come docenti prenderemo le seguenti iniziative fino alla approvazione del Decreto di Stabilità, affinché si possa scongiurare questa ennesima opera di smantellamento dell’istruzione pubblica (pronti a riprenderle nel momento in cui il Governo, dopo le elezioni politiche del 2013, riproponesse analoghi provvedimenti):

• Sospensione delle seguenti attività aggiuntive: uscite didattiche con mezzi privati, campi scuola, sospensione dagli incarichi di coordinatore, segretario, referente di dipartimento, membro di commissione

• A scopo dimostrativo e previa informazione alla famiglie, correzione degli elaborati scritti degli alunni in classe

• Operazione “Scuola trasparente”: invitare i genitori ad assistere alle attività didattiche, alle iniziative e alle manifestazioni che si svolgono quotidianamente per far comprendere il valore e le problematiche legate al mondo della scuola

• Affissione di striscioni sui cancelli dei diversi plessi della scuola con la dicitura: “no allo smantellamento della scuola pubblica”

• Pubblicazione della mozione sul sito della scuola

• Diffusione della mozione: tra le scuole, sul forum rete scuole.net, invio ai maggiori quotidiani nazionali, ai sindacati e ai partiti (con minaccia di togliere loro tessera o voto qualora si rendano responsabili diretti o indiretti di tali provvedimenti)

• Invio mozione

al ministro dell’Istruzione on. Profumo (e-mail: caposegreteria.ministro@istruzione.it)

al presidente VII commissione (cultura, scienza e istruzione) on. Manuela Ghizzoni (e-mail: ghizzoni_m@camera.it)

al CONI (non sono state ancora definite le modalità e il budget per attivare le attività sportive gratuite extrascolastiche)

• Partecipazione a manifestazioni e scioperi per contestare l’attuale politica scolastica

• Partecipazione ad altre iniziative del coordinamento docenti, compresi eventuali flash mob davanti al MIUR a viale Trastevere

Si invitano le famiglie degli studenti a esprimere tutta la loro preoccupazione per il futuro dei loro figli e dell’intero Paese alle autorità competenti, sottoscrivendo il nostro appello

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