DOCUMENTO DEI DOCENTI DELL’ISTITUTO D’ISTRUZIONE SUPERIORE GAETANO DE SANCTIS

3 Nov

I docenti dell’I.I.S. Gaetano De Sanctis, riunitisi in Assemblea sindacale il 23 e il 25 ottobre 2012, denunciano la grave situazione dei docenti della scuola pubblica, in seguito alla politica indiscriminata di tagli che colpiscono duramente e irragionevolmente il mondo dell’istruzione e della formazione, offendono la funzione docente e minano gravemente la qualità dell’insegnamento. In particolare sottolineano quanto segue:

 

– L’articolo 3 del ddl di stabilità, attualmente alle Camere, costituisce un durissimo attacco alla professionalità docente e contraddice quanto previsto dal Ccnl, peraltro scaduto dal 2009, (artt. 28-29-30) e dalla Costituzione (art. 36) in materia di contrattazione e a salvaguardia dei diritti dei lavoratori. A tale proposito si configura un palese paradosso in quanto lo Stato, che è il datore di lavoro, decide unilateralmente e arbitrariamente di modificare il rapporto di lavoro con il dipendente, gli insegnanti, senza permettere alcun confronto. Nulla di quanto è indicato è degno di uno stato di diritto.

 

– L’ipotesi di aumentare di 6 ore, o anche “solo” di 3 ore, l’orario di cattedra dei docenti di scuola superiore di primo e secondo grado a parità di stipendio ha l’unico obiettivo di “fare cassa” e non può essere in alcun modo giustificato dalla presunta necessità di raggiungere gli standard europei. I dati (tabelle OCSE), anzi, confermano che gli insegnanti italiani lavorano quanto, se non di più, dei colleghi europei, percependo una retribuzione decisamente ed inspiegabilmente più bassa. Inoltre, come è stato già ricordato spesso di recente, è necessario ribadire che, se si agita la bandiera degli “standard europei”, di essi si dovrebbe tenere conto per le retribuzioni, appunto, per la formazione, per l’edilizia scolastica, per dotazioni che permettano una didattica davvero innovativa.

L’aumento orario ipotizzato è in realtà superiore alle ore indicate, in quanto un docente aggiunge alle ore di didattica frontale in classe altre attività che concernono la programmazione, la preparazione di lezioni e verifiche, la loro correzione, le riunioni, l’incontro e la comunicazione puntuale con le famiglie e gli studenti. Tali impegni sono parte integrante dell’attività docente, direttamente proporzionali alle ore di cattedra, stabiliti dalla legge 297/94 dello Stato. Il governo forse ignora le leggi dello Stato?

Nessun lavoratore del settore pubblico o del settore privato accetterebbe di lavorare di più senza una giusta ed equa retribuzione.

 

– La scuola non può essere gestita come un’azienda, nella quale occuparsi unicamente dei guadagni e/o dei risparmi. Nella scuola si devono investire risorse ed energie e tale investimento, come sa bene ogni docente, è a lungo termine. Il lavoro con gli studenti e la loro formazione costituiscono un percorso lungo ed impegnativo, il cui riconoscimento sociale e culturale dovrebbe essere proprio di un paese civile.

 

– Mentre i docenti della scuola e, in generale, i dipendenti pubblici subiscono il blocco del contratto, il blocco degli scatti di anzianità senza alcuna speranza di recupero, l ‘eliminazione della vacanza contrattuale, il blocco delle pensioni per dare, come ha suggerito il Ministro, un contributo di “generosità” alla crisi, si sa bene che esistono diritti acquisiti di politici, manager pubblici e magistrati, i cui stipendi non possono essere decurtati pena l’incostituzionalità. Viene spontaneo chiedersi come mai i diritti acquisiti dei lavoratori “comuni” non debbano essere ugualmente tutelati.

A riguardo i docenti chiedono fermamente la riapertura immediata della concertazione, al fine di arrivare al rinnovo di un contratto dignitoso che salvaguardi il potere d’acquisto delle retribuzioni, nella prospettiva di un adeguamento ai parametri europei.

 

– Il Ministro Profumo ed il governo Monti pensano di compensare l’aumento orario di insegnamento e delle attività relative a titolo gratuito con 15 giorni di ferie aggiuntive, di cui usufruire nei periodi di sospensione dell’attività didattica “dal primo settembre all’inizio delle lezioni e dal termine delle lezioni al 30 giugno”. E’ ovvio che il Ministro ignora, o finge di ignorare, che i docenti a settembre sono impegnati nelle riunioni dipartimentali, nelle riunioni collegiali, nella programmazione e spesso anche nei recuperi dei giudizi sospesi, e a giugno negli scrutini e negli Esami di Stato.

 

– Il ddl infligge un ulteriore durissimo colpo alla qualità dell’insegnamento nella scuola pubblica, mentre finanzia con 200 milioni di euro la scuola privata. E’ lo stesso Stato che aumenta l’Iva sui servizi delle cooperative sociali dal 4 al 10%, ridimensiona la deducibilità delle donazioni alle organizzazioni non governative tranne quelle religiose, acquista per 127,4 milioni di dollari ciascuno i caccia F35, per un totale di circa 14 miliardi di euro, solo per fare alcuni esempi.

 

– La proposta del governo, di fatto, ridurrebbe consistentemente le cattedre dei docenti di ruolo e precluderebbe ai precari gli incarichi di supplenza. Appare, quindi, ancora più incomprensibile il bando del concorso a cattedre, fortemente voluto dal Ministro.

– Contemporaneamente, ma avvolta dalla disattenzione dei più e, come al solito, dal silenzio dei mezzi di informazione, il testo definitivo della Legge di Riforma degli Organi Collegiali (detto Aprea dal suo primo relatore Valentina Aprea) è stato approvato dalla VII Commissione Cultura della Camera l’11 ottobre 2012, con l’accordo del PD, del PDL e dell’UDC, che sostengono il governo. Ora passa al Senato per la definitiva approvazione. La legge 953 apre la scuola agli interventi dei privati, mina sostanzialmente la libertà d’insegnamento, riduce le prerogative del Collegio Docenti e del Consiglio d’Istituto, frammenta l’unità della scuola italiana, esponendola a clientelismi e a particolarismi, che sono destinati a snaturarne la funzione primaria sancita e garantita dalla Costituzione.

 

Alla luce di quanto rilevato e in totale disaccordo con la linea politica dell’attuale governo e della politica scolastica più recente, i docenti del Liceo Gaetano De Sanctis decidono:

  • pubblicazione del presente documento nel Forum sul sito della scuola;
  • auto-sospensione di tutte le cariche aggiuntive, che non rientrano negli obblighi della funzione docente (coordinatore e segretario dei Consigli di classe, funzioni strumentali, referenti progetti, ecc.);
  • sospensione di ogni attività extracurriculare e di ampliamento dell’offerta formativa dell’Istituto (uscite didattiche, percorsi di istruzione, corsi di sostegno, sportello didattico, corsi pomeridiani);
  • adozione di una didattica essenziale (lettura e commento dei testi, verifiche e interrogazioni, correzione in classe dei compiti e delle verifiche scritte);
  • comunicazione agli studenti e alle famiglie e la condivisione di quanto si agita nel mondo della scuola e delle ragioni della protesta.

 

Tali misure si intendono applicate fino a quando il Governo stralci dal ddl di stabilità le modifiche arbitrarie al contratto del comparto scuola e permetta in aula un aperto dibattito sulla legge 953.

 

I docenti firmatari, con il presente documento, dichiarano di autosospendersi dalle funzioni strumentali e dagli incarichi relativi alle funzioni aggiuntive, come forma di protesta per l’attuale politica scolastica.

 

I docenti dell’Istituto

Gaetano De Sanctis

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...