DOCUMENTO DEL L. S. S. «PRIMO LEVI» DI ROMA

6 Nov

 

Cronaca di uno scenario probabile

 

Giovedì 7 novembre 2013. Primo anno scolastico dopo l’entrata in vigore della legge di stabilità e del decreto 953 ex Aprea.

 

Ore 9, fine dell’ora nella classe quinta. Il professore chiama alla cattedra i rappresentanti di classe per chiedere se gli alunni vogliono parlare della situazione della classe. Ma i rappresentanti non esistono più.

Ore 10, fine dell’ora nella classe terza. Il professore chiede quando saranno eletti gli studenti per la rappresentanza di istituto. Ma gli alunni non sono coinvolti, perché, essendo minorenni, non hanno diritto alla rappresentanza.

Ore 11, fine dell’ora nella classe quarta. Un alunno chiede al professore: «Quando studieremo la rivoluzione francese?». Ma il professore, un po’ imbarazzato, gli confessa: «Questo argomento non rientra più nei programmi di questo istituto. Ti può interessare invece qualcosa di marketing virale?».

Ore 12, fine dell’ora nella classe seconda. Gli studenti chiedono al professore quando riporterà i compiti in classe corretti. Ma il professore, che prima aveva 8 classi per un totale di 470 alunni e ora ne ha 10 perché deve svolgere 24 ore di didattica, negli ultimi 15 giorni ha dovuto partecipare a 10 consigli di classe, correggere 8 pacchi di compiti per un totale di 513 elaborati, preparare lezioni adattandole a 536 menti diverse… e ora è leggermente in difficoltà.

Ore 16, riunione del Consiglio di Istituto. Il professore siede accanto al rappresentante del gruppo che finanzia la scuola. Tra una telefonata e l’altra il rappresentante fa mettere a verbale questo intervento: «Che ne direste di portare a due le ore di marketing virale togliendone una a storia? Tanto ormai è roba passata».

 

Per evitare tutto questo…

 

I docenti del Liceo «Primo Levi», riunitisi in assemblea sindacale il 25 ottobre 2012, hanno proclamato lo stato di agitazione.

Contro gli effetti devastanti del disegno di legge di stabilità e del decreto 953 ex Aprea, si attueranno le seguenti iniziative di protesta:

1) sospensione di tutte le attività estranee alla funzione docente e non espressamente previste dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro del Comparto Scuola 2006-2009;

2) attività di informazione rivolta agli alunni in classe e ai genitori attraverso tutti i canali di comunicazione e tutte le sedi possibili;

3) partecipazione a manifestazioni aperte anche agli studenti e ai genitori…

 

PERCHÉ LA SCUOLA È UN BENE DI TUTTI!

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