MOZIONE APPROVATA DAL COLLEGIO DEI DOCENTI IST. MONTESSORI

7 Nov

Il Collegio Docenti dell’Istituto Montessori di Roma, in quanto comunità professionale, esprime grave preoccupazione, indignazione e profondo dissenso nei confronti delle scelte politiche del Ministro Profumo e più in generale del Governo, fortemente punitive verso la scuola pubblica, caratterizzate da tagli di risorse e personale, attuati in forme diverse e non sempre trasparenti, nonché da una martellante svalutazione della professionalità e della libertà di insegnamento.

Per anni la scuola pubblica è stata mortificata da provvedimenti iniqui che hanno penalizzato la qualità dell’insegnamento quali ad esempio l’aumento di alunni per classe, in deroga a tutte le leggi sulla sicurezza, la creazione di maxi- istituti con più di 1000 alunni, il taglio di 87.000 cattedre a seguito delle varie manovre finanziarie del governo precedente.

Ora arriva il tentativo di “colpo di grazia”, con l’art 3 del DDL di Stabilità, che aumenta l’orario di lezione settimanale da 18 a 24 ore, con 6 ore in più non retribuite in cambio della possibilità di usufruire di 15 giorni in più di ferie.

Si tratta di un aumento del 33% della mole di lavoro dei docenti, che è già mediamente la più alta in Europa, tenendo presente che i docenti europei hanno retribuzioni ben superiori rispetto a quelle italiane.

Questo provvedimento viola palesemente i diritti e i principi della Costituzione della Repubblica (articolo 36: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro”) e stravolge una materia che è regolata da contratti liberamente sottoscritti fra le parti, imponendo un orario maggiore rispetto a quello previsto dal CCNL attualmente in vigore (per altro non rinnovato dal 2007 e bloccato fino al 2017). E’ un atteggiamento estremamente lesivo della dignità del lavoratore e che cancella la cultura del lavoro e della concertazione faticosamente conquistata dopo tanti anni di lotte democratiche.

Ci sforziamo da anni di far comprendere all’opinione pubblica e purtroppo anche a politici e “tecnici” che un insegnante non lavora solo per quelle 18 ore frontali che gli sono ufficialmente riconosciute. Ad esse vanno aggiunte le numerose attività che rendono il nostro lavoro frutto di professionalità e non d’improvvisazione: preparare le lezioni, elaborare e correggere le prove di valutazione, curare la didattica individualizzata e personalizzata, i rapporti con le famiglie e con i servizi socio-sanitari del territorio, curare il proprio aggiornamento, soltanto per fare qualche esempio. Va considerato inoltre che aumentare le ore settimanali non vuol dire potenziare queste attività, ma ridurne la qualità: ciò che aumenterà sarà solo il numero di classi per singolo docente a detrimento della didattica.

Conseguenza diretta del provvedimento sarà anche la perdita di posti di lavoro che riguarderà circa 30.000 precari inseriti nelle graduatorie, personale altamente qualificato e già abilitato, che per anni ha consentito il regolare svolgimento dell’attività didattica; per altro in un simile quadro risulta paradossale il concorso da poco bandito.

Il mondo della scuola pubblica ha già pesantemente contribuito al superamento della crisi economica e vede costantemente dirottati i fondi che gli spetterebbero verso settori come quello finanziario, responsabile della crisi, nonché verso l’istruzione privata.

In ultimo, non possiamo non ricordare anche:

il ddl 953 ex Aprea, progetto di riforma degli organi collegiali che restringe gli spazi di democrazia, aprendo la strada all’autonomia statutaria di ogni singola scuola, la conseguente messa in discussione di un sistema nazionale pubblico dell’istruzione e la pericolosa accelerazione sul ruolo dei soggetti privati, che avranno la possibilità di entrare a far parte degli organi collegiali e, in ragione del loro finanziamento esterno, influenzare pesantemente il Piano dell’Offerta Formativa.

il fallimento della contrattazione tra Miur e Organizzazioni Sindacali lo scorso 11 ottobre sul pagamento degli scatti di anzianità per l’anno scolastico 2011/12, che peggiora la nostra già esigua retribuzione (secondo i dati OCSE, l’adeguamento retributivo negli ultimi 10 anni dei docenti italiani è del 5% a fronte di una media del 22% ).

Il collegio docenti, alla luce di quanto esposto, si dichiara in stato di agitazione permanente fino al ritiro dell’articolo 3 del DDL Stabilità 2013 per contribuire alla salvaguardia della scuola pubblica, baluardo della democrazia italiana.

 

Allo scopo di rendere visibile la quantità e la qualità del lavoro che quotidianamente svolgiamo in aggiunta alle ore di lezione frontale, il Collegio Docenti dell’Istituto Montessori decide di porre in atto, fino al ritiro del provvedimento, la sospensione delle seguenti attività aggiuntive:

 

  • attività di coordinamento delle singole classi e di segretariato dei Consigli di Classe
  • coordinamento dei Dipartimenti e degli Indirizzi
  • candidature delle funzioni strumentali
  • approvazione del POF
  • progetti
  • corsi di recupero
  • forme di tutoraggio degli alunni
  • supplenze in sostituzione dei colleghi assenti, se eccedenti le ore di cattedra
  • uscite didattiche anche in orario antimeridiano
  • viaggi di istruzione
  • tutte le attività extracurricolari non espressamente previste dal CCNL 2006-2009

 

Il Collegio dei Docenti, nell’intenzione di far comprendere le proprie motivazioni a studenti e genitori, promuove attività di informazione e sensibilizzazione.

 

 

 

 

Roma 26/10/2012

 

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