MOZIONE DELL’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEI DOCENTI DEL LICEO STATALE “CORNELIO TACITO” (ROMA)

7 Nov

I Docenti del Liceo Statale “Cornelio Tacito” di Roma, riunitisi in assemblea straordinaria in data odierna, esprimono grave preoccupazione, indignazione e profondo dissenso nei confronti delle scelte politiche del Ministro Profumo e più in generale del Governo, fortemente punitive verso la scuola pubblica. Tali scelte sono infatti caratterizzate da tagli di risorse e personale, attuati in forme diverse e non sempre trasparenti, nonché da una ennesima, intollerabile svalutazione della professionalità e della libertà di insegnamento.

I Docenti del Liceo “Tacito” esprimono netta contrarietà ai seguenti provvedimenti all’ordine del giorno dell’agenda politica:

il D.D.L. 953, ex disegno di legge Aprea, il progetto di riforma degli organi collegiali che restringe gli spazi di democrazia all’interno della scuola, aprendo la strada all’autonomia statutaria di ogni singolo istituto, alla conseguente messa in discussione di un sistema nazionale pubblico dell’istruzione e alla pericolosa accentuazione del ruolo dei soggetti privati, che avranno la possibilità di entrare a far parte degli organi collegiali e, in ragione del finanziamento erogato, influenzare pesantemente il Piano dell’Offerta Formativa.

Il Decreto Stabilità, che aumenta l’orario di lavoro settimanale da 18 a 24 ore, con 6 ore in più non retribuite in cambio della possibilità di usufruire di 15 giorni in più di ferie nei periodi di sospensione dell’attività didattica: un vero e proprio scippo alle prerogative del CCNL 2006/09, un provvedimento che avrà forti incidenze negative sulla didattica e l’apprendimento e che chiuderà, al pari del concorso a cattedre appena bandito dal Ministero, la porta all’insegnamento a circa 30.000 precari inseriti nelle graduatorie.

Inoltre, dopo la rottura del tavolo tra Miur e Organizzazioni Sindacali lo scorso 11 ottobre sul pagamento degli scatti di anzianità per l’anno scolastico 2011/12, i Docenti del Liceo “Tacito” chiedono con forza al Ministero di stanziare subito tutte le risorse utili alla copertura totale degli scatti senza ulteriori decurtazioni dal bilancio della scuola pubblica, anche e soprattutto alla luce degli ultimi stanziamenti ad hoc per il comparto della scuola privata.

I Docenti del Liceo “Tacito” esprimono grande rammarico per l’occasione perduta dal governo del Professor Monti di ridare centralità e dignità all’Istruzione Pubblica, dopo la disastrosa politica scolastica del governo Berlusconi: ci sembra che vi sia un pervicace accanimento contro la scuola pubblica, la sola Istituzione che garantisce pari opportunità di accesso per tutti i cittadini alla formazione, promuove la solidarietà, l’educazione alla legalità, la libera circolazione di idee e riconosce il merito, secondo quanto stabilito dai dettami costituzionali. Restituire ai Docenti la loro credibilità e il loro giusto riconoscimento sociale, dopo gli anni in cui un ministro (!) ha parlato degli statali come di fannulloni e dei Docenti in particolare come di lavoratori part-time, ci pareva doveroso: tali dichiarazioni hanno esplicitamente e volontariamente offeso la dignità e svilito la professionalità dei Docenti in Italia. Invece, anche la nuova proposta delle 24 ore sottende la stessa convinzione che il lavoro effettuato dagli insegnanti sia esiguo e che si esaurisca nelle lezioni frontali, senza considerare in alcun modo il lavoro effettivo di:

  • studio/aggiornamento;
  • preparazione delle lezioni;
  • stesura e correzione delle verifiche;
  • riunioni di dipartimento;
  • consigli di classe, GLH, scrutini;
  • ricevimento dei genitori in orario antimeridiano e pomeridiano;
  • collegi docenti.

Avremmo, quindi, auspicato una netta rottura rispetto alla politica del governo precedente, anche con l’intento di indurre – mediante una corretta informazione – l’opinione pubblica al riconoscimento dell’alto profilo del lavoro dei Docenti.

Un’ulteriore riflessione merita, poi, la mistificatoria dichiarazione che le 24 ore rappresenterebbero un adeguamento del lavoro dei Docenti italiani a quello dei Docenti europei.

Un Docente italiano, ahinoi, non è in nessun modo paragonabile ad un Docente europeo:

– lo stipendio medio di un Docente italiano ad inizio carriera è di 23 mila euro lordi annui, di 38 mila euro lordi annui a fine carriera: peggio di noi solo Grecia, Portogallo e Slovenia (cfr. anche l’articolo di Claudio Tucci su Il Sole24Ore di domenica 12/10/2012, eloquentemente intitolato Stipendi Cenerentola per i Docenti italiani);

– un insegnante, in Italia, si aggiorna a proprie spese, senza rimborsi né detrazioni fiscali;

– se si ammala, il suo stipendio è decurtato, anche in caso di convalescenza postoperatoria;

– non usufruisce, ormai dal 2010 (e fino al 2018), dell’adeguamento dello stipendio né dei previsti scatti di anzianità;

– lavora a scuola il pomeriggio pagandosi il pasto e non avendo un luogo dove attendere l’inizio dei propri impegni scolastici pomeridiani;

– non ha diritto ad alcuna forma di indennità e/o di rimborso spese (ad es. nel caso dei viaggi d’istruzione);

– se vicario o collaboratore del Dirigente Scolastico, non ha più diritto né al semiesonero (legge 111 del 15/07/2011) né alle funzioni superiori, in caso di sostituzione del D.S.

Fino ad oggi, il Docente italiano ha accettato tutto questo in virtù di una presunta vocazione missionaria e della progressiva e conseguente sostituzione del concetto di volontariato a quello della professione (cfr. Gianfranco Giovannone, Perché non sarò mai un insegnante, Longanesi 2005).

Ora il Decreto Stabilità: ci si chiede di stare in classe 24 ore, non più 18, proponendo un famigerato confronto con l’Europa che, come evidenziato sopra, non è in alcun modo praticabile: dati alla mano, è falso affermare, come di fatto induce a pensare questo proposto aumento dell’orario, che i Docenti italiani lavorino sei ore di meno alla settimana dei colleghi europei. Ribadiamo: un conto sono le ore di lezione frontale, un conto è la mole di lavoro preparatorio per quelle lezioni, la cura dei rapporti con le famiglie, le riunioni, lo studio e l’aggiornamento, attività per le quali si superano ampiamente le 24 ore! Ma attenzione: l’adeguamento, oltre ad essere inadeguato, è parziale: ore sì (!), stipendio no!

Allora il Docente italiano stavolta non si adegua, perché si è già adeguato, è già adeguato: ad essere inadeguato è il suo governo, la politica scolastica del Suo povero Paese.

I Docenti del Liceo “Tacito”, infine, anche in sintonia con altre scuole del territorio, attuano le seguenti azioni di protesta (dal 25/10 al 31/10):

  • sospensione delle attività aggiuntive e delle ore eccedenti di insegnamento;
  • blocco di tutte le attività del Piano dell’Offerta Formativa (POF);
  • sospensione delle attività strumentali connesse alla realizzazione del POF;
  • blocco di visite guidate e viaggi di istruzione;
  • riunione dei docenti tutti i giorni a partire dal 24/10 fino al 31/10 durante la ricreazione in cortile;
  • informazione dell’utenza in modo capillare attraverso diversi canali di comunicazione (comunicati stampa, documenti, sito web del “Tacito”);
  • utilizzo del sito web del “Tacito” (www.liceocorneliotacito.it) per la diffusione di comunicazioni relative all’azione di protesta.

Per salvaguardare la conoscenza quale bene comune e per restituire dignità al lavoro dell’insegnante, dopo anni di tagli e assenza di progetto educativo complessivo.

I Docenti del Liceo “Cornelio Tacito”

Roma, 23 ottobre 2012

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