Documento dei docenti dell’Istituto Comprensivo Parco di Veio Roma

8 Nov

L’assemblea dei docenti dell’Istituto Comprensivo Parco di Veio di Roma, riunita il 6 novembre 2012, esprime grave preoccupazione e profondo dissenso nei confronti delle scelte politiche di questo Governo fortemente punitive verso la scuola pubblica, caratterizzate da tagli di risorse e di personale nonché da una perdurante svalutazione della professionalità docente e della libertà d’insegnamento.

 

I docenti dell’Istituto parco di Veio esprimono ferma opposizione riguardo i seguenti provvedimenti :

 

  • art.3 della legge di stabilità 2013.

Nonostante il 30 ottobre la Commissione Cultura della Camera abbia votato all’unanimità per il ritiro del provvedimento, il quale prevede l’aumento di un terzo delle ore frontali di insegnamento, portandole da 18 a 24 a parità di stipendio, non ci sentiamo per nulla rassicurati. In questo modo il governo agirebbe in dispregio del CCNL 2006/09 attualmente in vigore. Tale azione costituirebbe un pericoloso precedente che mortifica la civiltà del lavoro e delinea un atteggiamento poco democratico nei confronti della normale contrattazione tra governo e parti sociali.

Le ricadute di tale proposta sarebbero pesantissime sia nei riguardi dei docenti di ruolo, inficiando la qualità dell’insegnamento, sia nei riguardi dei precari decurtando circa 30.000 posti di lavoro.

 

  • Ddl 953 “ex Aprea” Il progetto di riforma degli organi collegiali prevede un Consiglio dell’Autonomia aperto a due membri esterni provenienti anche dalla realtà produttiva, professionale e dei servizi. Contestualmente la scuola riceverebbe da fondazioni contributi economici a sostegno del Piano dell’Offerta Formativa. Inoltre il ddl 953 imprime un’enfasi difficilmente condivisibile nei confronti del sistema di valutazione INVALSI delle scuole, per altro molto oneroso dal punto di vista finanziario e quindi, in questo momento di grave crisi economica, decisamente anacronistico.

 

 

I docenti della scuola Parco di Veio chiedono inoltre al Ministero di stanziare subito tutte le risorse utili alla copertura totale degli scatti d’anzianità, senza per questo decurtare ulteriori fondi dal bilancio della scuola pubblica, anche e soprattutto alla luce degli ultimi stanziamenti a favore della scuola privata. Ricordiamo in proposito che lo sblocco degli scatti di anzianità è stato uno dei primi impegni presi dall’attuale Ministro

 

 

Chiedono che il FIS, i fondi per il flusso migratorio, i fondi per lo sport e quant’altro atto al funzionamento della scuola sia erogato per intero e in tempi brevissimi.

 

 

I docenti della scuola Parco di Veio chiedono che siano reintegrati i fondi per le ore eccedenti in misura consona ad effettuare tutte le supplenze necessarie in caso di colleghi assenti, in quanto in mancanza delle stesse, negli ultimi anni, sono costretti a lavorare in condizioni disagevoli per sé e per gli alunni con seri inconvenienti per la sicurezza e grandi limitazioni per lo svolgimento della didattica.

 

 

I docenti decidono di congelare da ora e sino a data da definirsi ogni attività inerente il Pof: uscite didattiche, viaggi d’istruzione e tutti i progetti ad eccezione del progetto Comenius, nonché di informare e coinvolgere i genitori degli alunni su tali decisioni e sui motivi che le hanno indotte.

 

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Una Risposta to “Documento dei docenti dell’Istituto Comprensivo Parco di Veio Roma”

  1. Francesco 15 novembre 2012 a 23:29 #

    la decisione di congelare tutte le attività’ di ampliamento, non serve a nulla, in primis perché’ molte delle quali sono pagate da Noi genitori in forma privata, in seconda istanza, ma cosa interessa ai nostri politici che mandano i loro figli in scuole private(anche all ‘estero), di un azione del genere che punisce solo i bambini bisognosi di migliorare il loro rendimento, scualifica l ‘immagine( già’ pessima delle nostre scuole pubbliche), e penalizza i genitori che hanno esigenze serie di lavoro (impedendo di fatto a quest’ultimo in alcune circostanze di recarsi al lavoro con ripercussioni anche in busta paga. È’ squallido pensare che dobbiamo subire passivamente questa decisione, solo perché’ la classe insegnanti rifiuta di adeguar si a fare qualche ora di insegnamento in più’.
    Tenete presente che gli insegnanti sono tra i ministeriali I PIÙ PAGATI!!! io lavoro in ospedale e mia moglie al Ministero di Giustizia , entrambi dobbiamo garantire un minimo di 36 ore settimanali, per uno stipendio da fame che non supera i 1350 Euro mensili con 2 figlia a carico!!!!!!!!!! Tenete anche presente che le nostre scuole hanno costi veramente irrisori ( all’ estero l’istruzione costa molto di piu’). Piuttosto io sarei dell’idea di aumentare i costi di iscrizione scolastica anche di 200 euro annui, pur di avere una scuola funzionale e garantita per tutti senza 20 scioperi all’ anno, e senza dare ai nostri figli la sensazione che insegnare sia una cosa brutta e la scuola un luogo sciatto di forzati del lavoro. Mi vergogno di dare ai miei figli questa misera immagine della scuola che frequentano che di certo non aiuta e non invoglia a studiare!!!!
    Un padre di due figli che frequentano l’istituto Parco di Veio
    Francesco

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