Lettera ai genitori dell’IC Marco Polo

8 Nov

Cari genitori,

la bozza del disegno di Legge sulla Stabilità, attualmente in discussione, all’art. 3 configura improvvisamente e senza alcun tipo di contrattazione l’aumento di 1/3 dell’orario di lezione frontale in classe degli insegnanti, senza considerare affatto le ore spese settimanalmente in tutte le altre attività, difficilmente visibili e misurabili:

  • programmazione dei percorsi per la classe e per i singoli alunni,
  • valutazioni formative e sommative, correzione degli elaborati,
  • attività differenziate di sostegno per gli alunni con bisogni speciali,
  • allestimento e conduzione delle attività di laboratorio,
  • adattamento della didattica alle modifiche nei programmi introdotte dai nuovi ordinamenti per la scuola secondaria,
  • realizzazione dei percorsi per il recupero e per l’eccellenza,
  • visite di istruzione,
  • compilazione di documenti di valutazione,
  • attività per l’ampliamento dell’offerta formativa.

E ancora:

  • contatti con le famiglie,
  • consigli di classe,
  • lavori dei dipartimenti disciplinari,
  • registrazione e documentazione delle attività che si svolgono con le classi,
  • aggiornamento,
  • rapporto con le istituzione e con le altre realtà del territorio.

 

Comprenderete, quindi, che le ore di lavoro di un insegnante sono di gran lunga superiore a quelli che generalmente si crede. Le ore frontali in classe sono il punto di arrivo di tante e tante ore di lavoro ogni settimana. Ma questo nessuno lo dice.

Il disegno di legge porterà, inoltre, a condizioni lavorative non solo estremamente penalizzanti per i docenti, ma fortemente critiche per gli studenti:

  • il docente sarà impossibilitato a garantire le stesse prestazioni e la stessa disponibilità mentale ed emotiva per tutte le ore che deve stare in classe;

 

  • il sovraffollamento di studenti, soprattutto a carico di quei docenti che hanno poche ore curricolari per classe (gli insegnanti di Francese, Tecnica, Arte, Scienze Motorie, Musica, Inglese) che si troverebbero ad avere centinaia di alunni, un numero di studenti letteralmente impossibile da ricordare, con grave danno per la valutazione e, quel che è peggio, per la relazione con essi);
  • un allungamento del tempo scuola superiore certamente ai cinque giorni a settimana.

Non è facendo più ore con più studenti che potremmo istruirli meglio. Ci troveremmo nella condizione del medico che ha troppi pazienti, e che – di conseguenza – non riesce a dedicare ad essi un tempo di qualità.

  • Un simile provvedimento non è dettato da alcuna giustificazione di carattere didattico e pedagogico, ma dalla semplice necessità di risparmio per le casse dello Stato.
  • Esso rappresenta l’ennesimo intervento a danno della scuola pubblica, penalizzata da tagli, licenziamenti, pseudo-riforme, concorsi truffa, mancato rinnovo del CCNL, blocco degli scatti di anzianità, innalzamento del numero degli alunni per classe, piani di accorpamento degli istituti e riduzione delle ore curricolari.

Siamo, inoltre, profondamente preoccupati per la prossima approvazione del ddl 953 Aprea-Ghizzoni, che prevede lo stravolgimento degli organi di governo della scuola e l’ingresso dei privati nei nostri Consigli d’Istituto (trasformati in “Consigli dell’Autonomia”), producendo così un effetto devastante sulla “scuola della Repubblica” disegnata dalla nostra Costituzione.

Riteniamo indispensabile quindi chiedere anche il vostro impegno e la vostra partecipazione ad una battaglia che si preannuncia dura.

Vi proponiamo di stipulare un’alleanza che ci collochi davvero dalla stessa parte, come solo in tempi lontanissimi accadeva, prima che le parole “utenza” e “servizio” entrassero a far parte impropriamente e violentemente nella definizione del rapporto tra i lavoratori della scuola, gli studenti, le famiglie. Dobbiamo avere cura, insieme, dei vostri figli, i nostri studenti.

Per questo, la proposta del governo va compresa nella sua gravità e quindi rigettata in blocco.

E va rigettata non solo da parte di coloro che si troverebbero a subire il provvedimento, ma anche di chi sarebbe direttamente interessato dalle sue conseguenze: studenti e genitori, insieme

per garantire

il diritto allo studio e all’apprendimento dei nostri ragazzi,

i quali danno senso, linfa, motivazione, prospettiva al nostro lavoro.

Gli insegnanti dei vostri figli

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