Cobas della scuola di Roma

9 Nov

L’Esecutivo Provinciale dei Cobas scuola di Roma da la sua adesione alla manifestazione indetta dal Coordinamento Cittadino delle scuole di Roma per Sabato10 Novembre con corteo che partirà da Piazza dell’Esquilino (dietro la Basilica di Santa Maria Maggiore) alle ore 14,30.

E’ convinzione dei Cobas di Roma che l’attacco portato dal governo Monti e dai Partiti che lo sostengono in Parlamento alla scuola pubblica statale ha raggiunto livelli che richiedono una mobilitazione continua e generale che impedisca a costoro di portare a segno gli obiettivi espliciti ed impliciti che le politiche governative e parlamentari, in forme del tutto anticostituzionali, hanno posto all’ordine del giorno.

 

In particolare denunciano:

  1. L’aumento dell’orario di insegnamento da 18 a 24 ore (+33%) per i docenti delle scuole medie e superiori testimonia la totale insipienza ed estraneità dei “professori”, parlamentari e politici che lo promuovono alle dinamiche ed ai processi educativi, al senso stesso attribuito alla scuola della Repubblica dalla nostra Costituzione.
  2. Il Disegno di Legge (n.953) ex Aprea, attualmente ridisegnato ad opera dall’On. Ghizzoni (presidente PD della Commissione VII della Camera dei Deputati) determina uno stravolgimento dell’impianto della scuola pubblica nel nostro Paese. Con l’autonomia statutaria, la cancellazione del potere deliberante degli Organi Collegiali, la cancellazione di ogni residuo di democrazia e della libertà d’insegnamento, la polverizzazione e privatizzazione delle scuole…tutte misure atte a realizzare nel tempo, con maggiore convinzione e determinazione di quanto non fosse in grado di fare il PdL con l’On. Aprea, obiettivi decennali della Coinfindustria: l’assunzione da parte dei dirigenti scolastici degli insegnanti, la cancellazione del valore legale dei titoli di studio.

Tutto questo rischia di essere realizzato senza nemmeno il passaggio nelle Aule del Parlamento della Legge grazie all’iniziativa dell’On. Ghizzoni (PD) per ottenere la sede legislativa per la Commissione.

  1. L’ulteriore blocco dei contratti e degli scatti di anzianità stralciati dal testo della legge di stabilità per puro opportunismo in attesa di presentare provvedimenti ad hoc, come il ministro Profumo ha dichiarato, producono non solo un ulteriore impoverimento dei lavoratori della Scuola ma anche un immiserimento insopportabile della scuola pubblica e della società tutta.
  2. Il nuovo “concorsaccio” bandito dal MIUR al solo fine di dividere e mettere in competizione i 330.000 precari che hanno fatto domanda di partecipazione testimoniano la volontà di questo governo di procedere al taglio di altre decine di migliaia di posti e contemporaneamente incrementare il precariato visto che gli 11.000 posti messi a concorso costituiscono la metà dei pensionamenti fisiologici, in un anno, dei docenti in servizio.
  3. La protervia con cui il governo non procede all’assunzione a Tempo Indeterminato nemmeno i precari necessari a coprire i posti vacanti è indice chiarissimo della volontà del Governo di procedere ad ulteriori tagli che potranno essere realizzati anche grazie all’aumento di un terzo dell’orario di lavoro dei docenti già in servizio.

 

I Cobas della Scuola invitano i docenti, il personale della scuola a tenere alte e continue le mobilitazioni e le lotte, a partire dallo sciopero e dalle manifestazioni del prossimo 14 novembre:

– perché i lavori e gli eventuali emendamenti delle Commissioni parlamentari rischiano, come ormai appare probabile, che il governo ponga la fiducia su un maxiemendamento che riporti a galla tutta la feccia del testo iniziale della Legge di Stabilità varato dal Consiglio dei Ministri;

– perché c’è il rischio, anche questo molto probabile, che anche al Senato il Disegno di Legge Ghizzoni (ex Aprea) venga approvato dalla commissione in sede legislativa senza passare per l’aula;

– perché si radichi in ambiti sempre più larghi di cittadini la convinzione che aumento dell’occupazione, assunzioni a Tempo indeterminato dei precari, ripristino delle pensioni, aumento dei salari, sviluppo quantitativo e qualitativo della scuola Pubblica, ripristino dei servizi sociali, costituiscono elementi essenziali di una fuoriuscita dalla crisi dell’Italia.

 

 

Per l’Esec. Prov. Cobas Scuola

Piero Castello

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