DOCUMENTO DEL COLLEGIO DEI DOCENTI DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO “Via Francesco Gentile 40” di Roma

9 Nov

 

Il collegio dei Docenti dell’Istituto comprensivo di V. Francesco Gentile 40 riunitosi il giorno 25/10/2012, quale forma di protesta e di totale dissenso nei confronti delle recenti scelte operate dal Governo, nonché di quelle in via di approvazione (vedi art. 3 del D.d.L. della legge di Stabilità, DdL 953, art. 13 D.L. 95/12) che penalizzano fortemente la Scuola Pubblica con nuovi inaccettabili tagli di risorse e di personale e che costituiscono un nuovo pesante attacco alla professionalità e alla libertà di insegnamento,

DELIBERA a maggioranza, con un solo astenuto

la sospensione dell’elaborazione e dell’approvazione del P.O.F. 2012/13 con conseguente temporanea sospensione di tutte le attività in esso comprese, ad eccezione di quelle essenziali.

Il collegio ritiene che l’origine dei predetti provvedimenti normativi, dettati da motivi di natura esclusivamente contabile e maturata nell’ambito di una logica di tagli lineari, evidenzi una totale mancanza di conoscenza della realtà della Scuola italiana, del depauperamento delle risorse umane e materiali avvenuto nel corso dell’ultimo decennio nonché della gravosità della Funzione docente.

I motivi che hanno portato a tale dolorosa e inevitabile scelta, che mal si coniuga con l’impegno profuso sino ad oggi per garantire alla propria utenza un’offerta formativa di qualità, sono svariati:

  • il Governo interviene su una materia che è regolata da contratti liberamente sottoscritti fra le parti e impone in modo unilaterale modifiche rilevanti al CCNL, attualmente in vigore e non ancora rinnovato per una scelta deliberata di un Governo che ha scientemente deciso di bloccare gli aumenti contrattuali, gli scatti di anzianità intaccando così diritti acquisiti. Si tratta per l’Italia di un pericoloso precedente autoritario e illiberale nella relazione Stato-Cittadino.
  • I nuovi provvedimenti sviliscono ulteriormente la dignità e la professionalità dei docenti perché non tengono in alcun conto delle numerose, gravose attività collegate alla Funzione Docente. Non tengono conto del fatto che le ore di lezione frontali sono il prodotto di azioni complesse e onerose e costituiscono solo la parte più visibile, e più conosciuta, dall’opinione pubblica. Non emerge invece che la programmazione e la preparazione delle lezioni richiedono continui approfondimenti contenutistici, costanti aggiornamenti metodologici, progettazioni di percorsi individualizzati anche alla luce dei bisogni formativi emergenti cui bisogna dare risposte adeguate con interventi mirati nel rispetto della L. 170/2010.
  • Le pessime proposte contenute nella legge di stabilità, che aumenta l’orario di lavoro settimanale dei docenti da 18 a 24 ore, con 6 ore in più non retribuite, ricadranno pesantemente sulla didattica e sugli apprendimenti degli alunni chiudendo la porta a circa 30000 precari inseriti nelle graduatorie ad esaurimento che hanno garantito per anni con la loro professionalità il funzionamento della scuola pubblica che diventa di fatto un’agenzia educativa a porte chiuse: i docenti di ruolo costretti a permanere sino ad un’età incompatibile con il lavoro che sono chiamati a svolgere, mentre i precari restano in attesa di poter esprimere la propria fresca spinta motivazionale, costretti a partecipare ad un concorso farsa che con sperpero ingiustificato di danaro pubblico lede diritti già acquisiti.
  • Il ministro Profumo promette rivoluzioni tecnologiche e didattiche per la scuola, parlando di registri elettronici, tablet personali in dotazione ad ogni docente (e magari anche ad ogni alunno), ignorando probabilmente che se nella scuola i docenti svolgono lezioni multimediali lo fanno a proprie spese, pagandosi di persona non solo corsi di formazione, notebook e applicativi, ma anche materiali indispensabili alla quotidianità didattica (dal gesso alla carta).
  • Il DdL 953 (ex Aprea) apre la porta all’autonomia statutaria di ogni scuola mettendo in discussione un sistema nazionale pubblico dell’istruzione; restringe di fatto gli spazi di democrazia e di partecipazione di alcune componenti, privilegiando invece l’ingresso di soggetti privati nella gestione e nei finanziamenti con il rischio di pericolose intromissioni nella didattica e nella libertà di insegnamento sancita dalla Costituzione.
  • l’art. 13 del D.L. 95/2012, convertito in Legge n. 135/2012 prevede il declassamento dei docenti inidonei e il loro inquadramento come personale ATA. Tale provvedimento, incostituzionale, svilisce la professionalità di questi docenti e incide negativamente sulla funzionalità amministrativa dell’intera comunità scolastica, disconoscendo le professionalità acquisite del personale ATA già in servizio e sottraendo allo stesso un consistente numero di posti di lavoro;
  • si bloccano i contratti per anni, si conferma il blocco del pagamento degli scatti di anzianità, si tagliano i finanziamenti alla scuola pubblica, si lascia la scuola nella più assoluta incertezza sui finanziamenti contrattualmente previsti per il Fondo d’istituto (con il quale si retribuiscono le attività aggiuntive e progettuali del personale), tant’è che quand’anche si approvasse il POF non si avrebbe nessuna certezza di poterlo realizzare, e nel frattempo si elargiscono centinaia di milioni di euro alla scuola privata.

Alla luce delle motivazioni sopra esposte e in applicazione della delibera di sospensione temporanea delle attività non essenziali del POF, il Collegio assume le seguenti azioni di protesta:

  • Periodo di mobilitazione e informazione dal 29/10/12 al 15/11/12 o comunque fino al ritiro ufficiale della proposta e/o definizione della legge di stabilità con le seguenti iniziative:
  1. Rinvio dell’approvazione del POF sino a quando non vi sarà un quadro certo delle risorse economiche del FIS;
  2. Rinvio della presentazione delle programmazioni;
  3. Temporanea sospensione della correzione dei compiti e delle verifiche scritte e del ricevimento antimeridiano dei genitori;
  4. Rinvio dei consigli di classe e di interclasse.

 

  • Blocco temporaneo di tutte le attività aggiuntive non esplicitamente previste dal CCNL come obbligatorie quali:
  • dipartimenti, coordinamenti e referenze di vario tipo, partecipazione a commissioni, funzioni strumentali;
  • tutte le attività extracurricolari e/o progettuali, antimeridiane e pomeridiane;
  • viaggi di istruzione e uscite didattiche.
  • Indisponibilità a prestare ore eccedenti in sostituzione dei colleghi assenti per brevi periodi;

Tutti i Docenti sono impegnati inoltre ad adottare ogni possibile e legale forma di lotta, mettendo in atto iniziative di mobilitazione e di protesta che possano contrastare le decisioni ministeriali e sensibilizzare in tutti i modi l’opinione pubblica quali:

  1. Organizzare assemblee con i rappresentanti dei genitori e tutta l’utenza per illustrare la gravità delle iniziative in corso nei confronti della Scuola Pubblica e l’importanza della sua difesa. Occorre spiegare che la nostra lotta non riguarda rivendicazioni esclusivamente di natura economica, ma ha a cuore la qualità della relazione educativa e l’insieme dei processi di insegnamento-apprendimento in atto nelle nostre scuole.
  2. Utilizzare a tal fine il previsto incontro del 30/10/92 con i rappresentanti di classe della scuola secondaria di primo grado;
  3. Individuare un’altra data per realizzare con le stesse finalità un’assemblea con l’utenza della scuola primaria e dell’infanzia;
  4. Utilizzare tutti gli spazi e le occasioni possibili di contatto (anche mediante distribuzione di volantini e lettere aperte) per informare le famiglie sulle ricadute didattiche dei provvedimenti previsti per la scuola pubblica, invitando i genitori e i cittadini a sostenerci e a difendere con noi la Scuola Statale.
  5. Organizzare e/o dare la propria disponibilità per una manifestazione insieme a insegnanti, studenti, genitori delle altre scuole del distretto, del comune di Roma, nazionali;
  6. Rendere visibile la protesta in atto inviando il presente documento ai coordinamenti, ai comitati, a tutti i sindacati, ai giornali più diffusi nel territorio.

 

Il Collegio dei docenti chiede inoltre al Governo di ritirare con effetto immediato tutti i provvedimenti che sviliscono la scuola pubblica, di rendere disponibili le risorse per il rinnovo dei contratti del comparto scuola ed il pagamento degli scatti di anzianità, di rendere noti ad ogni scuola i fondi di cui dispone per l’ampliamento dell’Offerta Formativa, per l’autonomia scolastica e per il funzionamento ordinario.

 

Roma, 29 ottobre 2012

 

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