MOZIONE COLLEGIO DOCENTI I.C. CARLO LEVI

10 Nov

 

Gli insegnanti dell’Istituto Comprensivo “Carlo Levi” riuniti il giorno 8 novembre 2012in collegio straordinario (richiesto con raccolta firme durante l’assemblea RSU del 25 ottobre) esprimono grave preoccupazione, indignazione e dissenso rispetto alle scelte politiche del Ministro Profumo e più in generale del Governo Monti, scelte fortemente punitive verso la scuola pubblica, caratterizzate da tagli di risorse e di personale, ed attuate in forme diverse col comune denominatore della costante svalutazione della professionalità e della libertà di insegnamento.

 

Esprimiamo una decisa contrarietà ai seguenti provvedimenti:

 

– ddl 953 ex Aprea-Ghizzoni: il progetto di riforma degli organi collegiali restringe gli spazi di democrazia, aprendo la strada all’autonomia statutaria di ogni singola scuola, con la conseguente messa in discussione di un sistema nazionale pubblico dell’istruzione.
La legge comporta una pericolosa accelerazione sul ruolo dei soggetti privati nella scuola statale, soggetti che avranno la possibilità di entrare a far parte di organi collegiali come il consiglio dell’autonomia e di organismi di controllo come il nucleo di valutazione influenzando pesantemente attraverso finanziamenti esterni, il Piano dell’Offerta Formativa;

 

– l’ingiusto e grave attacco agli studenti con disabilità, soggetti deboli, meritevoli di tutela secondo la legge 104 del 1992, i quali perderanno migliaia di insegnanti di sostegno ed avranno sempre meno copertura da parte degli AEC; questo comporterà problematiche scolastiche per tutti gli allievi.

La massiccia presenza nelle classi di studenti con bisogni formativi multiformi può essere gestita in modo positivo solo grazie al lavoro di cooperazione tra docenti curriculari, di sostegno ed AEC.

 

– la piena attuazione delle riforme Moratti – Gelmini che, per permettere il famoso taglio degli “8 miliardi” deciso in finanziaria da Tremonti, ha di fatto cancellato il tempo pieno nella scuola primaria e annullato un organizzazione didattica che garantiva, grazie alle ore di compresenza, spazi e margini per il recupero e il potenziamento delle competenze degli alunni, con la conseguente esigenza dei docenti di ricorrere a progetti specifici a carico del FIS per coprire queste necessità;

– il Decreto Stabilità in cui saranno presentate proposte tese a fare nuovamente cassa sulla scuola, tra cui l’aumento dell’orario di lavoro settimanale a 24 ore frontali a parità di stipendio in cambio della possibilità di usufruire di 15 giorni aggiuntivi di ferie da maturare nel periodo estivo (art. 3 comma 42, 43 e 44).
Si tratta di un provvedimento che oltre ad avere forti incidenze negative sulla didattica chiuderà, al pari del concorso a cattedre appena bandito dal Ministero, la porta all’insegnamento a decine di migliaia di precari inseriti nelle graduatorie;

– la disapplicazione delle prerogative del CCNL 2006/09 contenuta nell’art.3 comma 45 del Decreto sviluppo che recita “Le disposizioni di cui ai commi 42 e 44 non possono essere derogate dai contratti collettivi nazionali di lavoro. Le clausole contrattuali contrastanti sono disapplicate dal 1° settembre 2013”.

 

Inoltre, dopo la rottura della trattativa tra Miur e Organizzazioni Sindacali lo scorso 11 ottobre sul pagamento degli scatti di anzianità per l’anno scolastico 2011/12, la sospensione della vacanza contrattuale e il blocco del contratto fino al 2014, la contemporanea rimessa in bilancio delle risorse per la vacanza contrattuale per il periodo 2014 – 2017 che alimenta forti dubbi sulla volontà di stipulare realmente un nuovo contratto, l’innalzamento dell’età pensionabile, i docenti dell’Istituto Comprensivo “Carlo Levi” chiedono con forza al Ministero di stanziare subito tutte le risorse utili alla copertura totale degli scatti senza ulteriori decurtazioni dal bilancio della scuola pubblica, anche e soprattutto alla luce degli ultimi ed incostituzionali stanziamenti per il comparto della scuola privata.

 

I docenti dell’Istituto Comprensivo “Carlo Levi” pertanto deliberano lo stato di agitazione permanente con relativa sospensione dell’applicazione del POF d’Istituto sino al termine dell’iter parlamentare del Decreto di Stabilità, riservandosi in un secondo momento ulteriori valutazioni in merito e limitandosi pertanto sin da oggi a svolgere esclusivamente le attività connesse agli obblighi contrattuali della funzione docente, astenendosi quindi da ogni attività aggiuntiva, quali:

 

  • corsi di recupero, potenziamento, sportelli
  • visite e viaggi d’istruzione,
  • progetti didattici,
  • attività di coordinamento della classe,
  • attività riconducibili ai test invalsi,
  • supplenze in sostituzione dei colleghi assenti, se eccedenti le ore di cattedra
  • rifiuto delle ore residue in sostituzione di colleghi assenti
  • esame dei testi saggio per adozione
  • attività inerenti alle funzioni strumentali

(Non verranno sospese le attività in favore del disagio: disabilità, alfabetizzazione degli studenti stranieri ecc.)

 

Tali scelte si rendono necessarie per salvaguardare il sistema scolastico pubblico, statale e della Costituzione come un prezioso bene comune e per restituire dignità al lavoro dopo anni di tagli.

I docenti si organizzeranno quindi per trasferire alle famiglie degli alunni le informazioni relative alle motivazioni della mobilitazione, richiedendo ai rappresentanti dei genitori una riunione informativa sullo stato della scuola pubblica.


Invitiamo infine le organizzazioni sindacali a non fare passi indietro sui temi elencati, dall’aumento orario (di qualsiasi entità esso sia), ai tagli, alla decurtazione degli scatti, alla legge 953 e ad organizzare iniziative unitarie di mobilitazione a partire dalla manifestazione regionale della scuola del 10 Novembre a cui aderiamo come collegio.

 

Approvato a larga maggioranza con tre voti contrari e due astenuti.

 

Roma 8.11.2012

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