DOCUMENTO COLLEGIO DOCENTI LICEO CLASSICO PLAUTO

11 Nov

Il Collegio Docenti del Liceo Classico Plauto esprime grave preoccupazione, indignazione e profondo dissenso nei confronti delle scelte politiche del Ministro Profumo e più in generale del Governo, fortemente punitive verso la scuola pubblica, caratterizzate da tagli del personale, attuati in forme diverse e non sempre trasparenti, nonché da una martellante svalutazione della professionalità e della libertà di insegnamento.

Il Collegio Docenti esprime netta contrarietà ai seguenti provvedimenti all’ordine del giorno dell’agenda politica:

-ddl di Stabilità che aumenta l’orario di lavoro settimanale da 18 a 24 ore, con 6 ore in più non retribuite in cambio della possibilità di usufruire di 15 giorni in più di ferie: un vero e proprio scippo alle prerogative del CCNL 2006/09, un provvedimento che modifica e peggiora unilateralmente il capitolo sull’orario, crea forti incidenze negative sulla didattica e l’apprendimento e che chiude, al pari del concorso a cattedre appena bandito dal Ministero, la porta all’insegnamento a circa 30.000 precari inscritti nelle graduatorie, nonché ulteriori esuberi al personale di ruolo;

– slittamento a data non definita del rinnovo del CCNL 2006/2009;

-ddl 953 ex Aprea, il progetto di riforma degli Organi Collegiali che restringe gli spazi di democrazia, aprendo la strada all’autonomia statutaria di ogni singola scuola, con la conseguente messa in discussione di un sistema nazionale pubblico dell’istruzione e la pericolosa accelerazione sul ruolo dei soggetti privati che avranno la possibilità di entrare a far parte degli Organi Collegiali e in ragione del loro finanziamento esterno influenzare pesantemente il Piano dell’Offerta Formativa, senza la pubblicità degli atti e abrogando il dritto di assemblea per studenti e genitori,

-mancato recupero degli scatti di anzianità non pagati del 2011 e del 2012 e, a tal fine, vista la rottura del tavolo tra MIUR ed Organizzazioni Sindacali lo scorso 11 ottobre, il Collegio Docenti chiede con forza al Ministero di stanziare subito tutte le risorse utili alla copertura totale degli scatti senza ulteriori decurtazioni dal bilancio della scuola pubblica.

Le misure sulla scuola rappresentano una palese ingiustizia:

-perché sono state introdotte dal Governo senza alcun confronto con il Sindacato;

-perché annullano il contratto di lavoro in materia di orario e di retribuzione;

-perché innalzano arbitrariamente le ore di insegnamento, abbassando la qualità dell’istruzione;

-perché riducono di fatto le retribuzioni già ferme per il blocco del contratto e tra le più basse di Europa, a fronte delle medesime ore di didattica.

Una tale scelta di risparmio, dovuta principalmente all’intento di recuperare risorse, costerebbe molto in termini di minor qualità del servizio.

L’effetto di questo provvedimento sarà devastante anche in termini sociali: se l’orario degli insegnanti di ruolo aumenterà di un terzo, inevitabilmente tutti i supplenti non potranno più accedere ad alcun contratto di lavoro nella scuola.

Questo decreto costituirebbe, a nostro avviso, una grave lesione della dignità e dei diritti di tutti i lavoratori, non soltanto degli insegnanti, ed un pericoloso precedente antidemocratico e autoritario rispetto alla relazione tra Stato e cittadino.

Di conseguenza la maggioranza dei docenti del Liceo Classico Plauto, aderendo all’iniziativa delle OOSS, dichiara di sospendere le seguenti attività non obbligatorie, fino a nuova comunicazione delle Organizzazioni Sindacali:

-progetti finanziati dal FIS;

-correzione Test Invalsi:

-supplenze oltre la 18^ ora;

-funzioni strumentali;

-attività sportiva;

-attività di recupero e potenziamento;

-riguardo ai viaggi di istruzione non si è ancora votato per mancanza di una precedente delibera del Collegio Docenti.

Il Collegio Docenti intende anche sensibilizzare la pubblica opinione rispetto alle varie problematiche del mondo della scuola, sulla quale si stanno riversando messaggi che danno un’immagine distorta e falsa del lavoro che vi si svolge. Non sempre, infatti, tutto ciò che si fa al di fuori delle 18 ore in classe (preparazione e correzione elaborati, preparazione delle lezioni, rapporti con le famiglie e ricevimenti antimeridiani e pomeridiani, uscite didattiche che non sono assolutamente retribuite, colloqui con gli alunni, partecipazione ai consigli di classe ed ai collegi docenti, scrutini, esami, formazione delle nuove classi, programmazione delle attività curricolari ed extra-curricolari, verbalizzazione delle riunioni, somministrazione e correzione prove Invalsi etc.) è visibile agli occhi esterni e viene tenuto nella giusta considerazione. Lo si dà per scontato ma non sarebbe dovuto! Eppure questo lavoro è regolarmente svolto e ci fa “vivere” la nostra professione in un modo che è indispensabile per la formazione dei nostri alunni.

In effetti, non a caso, la Costituzione Italiana definisce l’istruzione pubblica non come un “servizio” ma come “istituzione”.

Roma,07/11/2012 Il Collegio dei Docenti

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