DOCUMENTO dei DOCENTI del LICEO MAJORANA di Roma

11 Nov

Noi sottoscritti docenti del Liceo Statale “Ettore Majorana” di Roma esprimiamo grave allarme nei confronti delle scelte politiche del Ministro Profumo e del Governo, in quanto rappresentano l’ennesimo attacco alla scuola pubblica, sferrato questa volta, oltre che con nuovi tagli di risorse e personale, anche attraverso la svalutazione della professionalità attuata propagandando paragoni fuorvianti perché si pretendono con gli “standard europei” e si basano – in realtà – proprio su termini non standardizzati e quindi non paragonabili*. Le recenti proposte di revisione del disegno – dettate dalle immediate proteste di categoria – non vogliono risolvere la questione ma solo rimandarla a una stagione non più elettorale.

In particolare, denunciamo le gravi implicazioni e conseguenze che il Decreto Stabilità avrebbe a danno della qualità del servizio pubblico, nonché il pericolo che esso costituisca un precedente reiterabile anche a danno di altre categorie:

– il disegno prevede un aumento del 33% dell’orario di lavoro senza contrattazione, contravvenendo così ai principi costitutivi della democrazia e battendo anche i più deplorevoli abusi di recente perpetrati ai danni dei lavoratori privati;

– le proposte di emendamento in parte approvate dalla VII Commissione della Camera (Cultura, Scienza ed Istruzione) lo scorso 30 ottobre e la cui discussione in Aula è prevista per il prossimo 13 novembre, cancellano solo il grave errore di incostituzionalità commesso con la mancata retribuzione aggiuntiva prevista nel primo testo del disegno di legge, ma delineano sempre un quadro contrattuale ancora privo di democratica contrattazione e comunque NON chiaro: la retribuzione viene infatti distinta fra una parte fissa pari a un minimo di 18 ore e una parte variabile costituita da un “bonus meritocratico di cui al comma 41-sexties” … comma peraltro inesistente e bonus la cui entità viene rimandata ad apposito decreto del Ministro dell’Istruzione in concerto con quello dell’Economia; denunciamo, allora, il bieco tentativo di far perdere di vista l’imposizione coatta non contrattata delle 6 ore aggiuntive con un ridicolo gioco delle tre carte in cui sparisce la parola “aumento” per lasciar posto alla definizione delle 18 ore quali “minimo”; se nel privato si affossano i contratti vigenti licenziando per poi riassumere chi sceglie – per quanto forzatamente – di sottoscrivere i nuovi, nel pubblico si taglia corto sbianchettando i contratti già siglati: se si facesse altrettanto con i rogiti di compravendita, per fare un esempio, sarebbe una burla senza efficacia contrattuale o un reato?

– il vigente contratto del personale della scuola peraltro è già scaduto dal 2009: il disegno esaspera così lo sfruttamento della nostra categoria all’indomani dell’avvenuto blocco degli scatti di anzianità (11 ottobre) che rimanda al 2017 ogni speranza di avanzamento;

– il disegno prevede 6 ore frontali in più a settimana attribuite per coprire spezzoni di cattedra o eventuali supplenze, aumentando il carico di lavoro anche non frontale ben oltre le 6 ore senza alcun guadagno orario o vantaggio didattico per gli studenti;

– il disegno vuol far passare, come contropartita e compenso all’incremento orario, un aumento di 15 giorni di ferie che aumento non è: il Ministro ignora o fa finta di non sapere che proprio quei “livelli di impegno” che lui vorrebbe “elevare”, in realtà, sono già da anni tali da non lasciare spazio a giorni di ferie aggiuntivi visto che persiste l’obbligo di goderli solo nei periodi di sospensione delle attività scolastiche e solo in spezzoni di 6 giorni;

– il disegno ha fatto irruzione nelle nostre scuole proprio quando ci stiamo ingegnando a gestire l’adeguamento del sitoweb ai requisiti della Legge Stanca senza essere webmaster e la dematerializzazione dei registri richiestaci “senza ulteriori oneri per l’Amministrazione” ossia senza un pc in ogni aula (contrariamente agli annunci mediatici fatti dal Ministro a inizio settembre), senza alcun tipo di formazione e senza il “Piano per la dematerializ- zazione” che la L.135/12 imponeva al MIUR di predisporre entro il 14 ottobre; la crisi ci svuota le tasche, ma noi ci mettiamo pazienza, volontà e impegno, come da ben prima della crisi abbiamo sempre fatto, mentre loro si gingillano dietro l’agio del senza-ulteriori- oneri e non rispettano neanche le scadenze.

Noi sottoscritti docenti del Liceo Majorana intendiamo informare e sensibilizzare gli studenti e le famiglie circa le ricadute negative che i provvedimenti in discussione in questi giorni nell’arena politica avrebbero sulla didattica e sull’apprendimento, dettati come sono da un disegno che privilegia con evidenza e senza pudore la quantità a danno della qualità.

Per far emergere il sommerso e per salvaguardare la conoscenza quale bene comune, noi sottoscritti docenti del Liceo Majorana, quindi, adottiamo ogni forma di contrasto a tali linee di governo, nel rispetto delle scelte personali di ogni docente e fuori da qualsiasi etichetta sindacale o politica.

Roma, 5 novembre 2012

Docenti firmatari 45 (su 62)

*Nota: I dati ufficiali per effettuare il confronto tra i livelli di impegno della funzione docente nei vari Stati Membri sono reperibili dal sito dell’Eurypedia (Enciclopedia Europea sui Sistemi d’Istruzione Nazionali) – strumento di Eurydice (Rete di informazione sull’istruzione in Europa) – scaricando i singoli file in pdf a partire dalla seguente pagina https://webgate.ec.europa.eu/fpfis/mwikis/eurydice/index.php?  title=Teachers_and_Education_Staff&oldid=45962 selezionando per ogni Stato Membro il file relativo alla voce: ”Conditions of Service for Teachers Working in Early Childhood and School Education”.

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