Lettera aperta ai genitori e agli studenti del Chris Cappell College

18 Nov

Cari genitori, cari studenti

Sono decenni oramai che la scuola pubblica, per i governi italiani, rappresenta solo un onere passivo da cui tagliare continuamente risorse con l’unico scopo di ridurre la spesa.

Sapete come quest’ottica abbia già colpito in maniera grave quest’istituto, che da quest’anno è stata sottodimensionato, cioè considerato scuola di serie B, con taglio del dirigente e del DSGA.  Oltre a ciò abbiamo subito, insieme alle altre scuole italiane, un decurtamento di fondi e di autonomia senza precedenti. Per fare solo un esempio: l’abolizione di tutte le sperimentazioni, quelle sperimentazioni, dal “Brocca” all’indirizzo musicale, che erano il fiore all’occhiello del nostro istituto, e che hanno risospinto il nostro liceo indietro di almeno trent’anni. Non parliamo poi di provvedimenti lesivi dal punto di vista didattico, quali il costante aumento del numero minimo di studenti per classe, o la costante diminuzione degli insegnanti di sostegno.

Il ministro Profumo, purtroppo, non ha minimamente smentito tale andazzo, anzi, si appresta con nuove leggi a ultimare il “lavoro” intrapreso dai suoi predecessori. Gli ultimi provvedimenti sottraggono alla scuola pubblica circa un  miliardo di euro, che dovranno servire a far quadrare il bilancio dello Stato. Ciò significa, ancora una volta, che non si tagliano gli sprechi per rendere la scuola più competitiva e più efficiente, ma si taglia solo per fare cassa e risanare quel deficit che decenni di malgoverno ha contribuito a creare.

Non è solo questione di stipendi, di aumento delle ore di insegnamento, di diminuzione delle cattedre, di perdita di posti di lavoro. Non si tratta di mere questioni sindacali, si tratta del fatto che i nuovi provvedimenti colpiscono ancora una volta gli alunni e la qualità dell’insegnamento. La scuola italiana non naviga in buone acque, è inutile nascondercelo, si trova ad affrontare le sfide difficili di una società che sta mutando in modo vertiginoso, in cui i problemi aumentano e le risorse diminuiscono. Ma le soluzioni che i governi ci stanno prospettando sono estremamente miopi: non c’è alcun interesse per la didattica, non c’è spazio per le idee innovatrici, per la sperimentazione di nuovi metodi e di nuovi strumenti. È una scuola immobile, che anzi retrocede, che non prevede fondi per nessuna attività, dove la promozione culturale diventa sempre più difficile, dove le eccellenze sono sempre più rare, dove la qualità, invece che premiata, è soffocata.

In realtà la situazione non potrà che peggiorare, perché non sono previsti stanziamenti in futuro e per il futuro, perché l’ottica miope dei nostri governanti non considera, o forse non vuole considerare, la scuola come un investimento per il nostro Paese, fondamentale per la sua crescita economica, politica e civile.

Per tutti questi motivi, noi personale del Liceo Classico e Musicale “Chris Cappell College”,  fino al 31 dicembre abbiamo deciso di intraprendere, come forma di protesta, il blocco di alcune attività scolastiche non obbligatorie. Tale sospensione inevitabilmente si ripercuoterà sulla qualità della nostra offerta formativa, creando alcuni disagi a voi studenti e genitori. Consapevoli, però, di stare vivendo un momento estremamente delicato e sicuri che da ciò che sarà deciso dipende il futuro del nostro liceo e dei nostri ragazzi, anche noi, come altre scuole italiane, NON VI CHIEDIAMO SCUSA PER CIO’ CHE FACCIAMO ORA, BENSI’ PER NON AVER AVUTO PRIMA IL CORAGGIO DI PROTEGGERE LA NOSTRA SCUOLA!

Di conseguenza invitiamo tutti i genitori e gli alunni del Liceo Classico e Musicale ad intervenire ad un incontro con i docenti, per chiarire le ragioni e le modalità della protesta.

L’incontro si terrà giovedì 22 novembre 2012, alle ore 17.30.

 

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3 Risposte to “Lettera aperta ai genitori e agli studenti del Chris Cappell College”

  1. Riziero Agostinelli 19 novembre 2012 a 04:44 #

    Cari colleghi, la democrazia è un diritto dell’uomo da quando nasce.
    Manifestare fa parte di questi diritti, occupare è una forma di manifestazione.
    Non dobbiamo avere paura della Polizia di Stato, dobbiamo solo aver paura di perdere la speranza, il lavoro e la dignità.
    E’ “illegale” che il governo distrugga la scuola
    E’ “illlegale” che il governo limiti la demorazia
    E’ “illegale” che il governo legiferi calpestando i diritti civili e dei lavoratori
    E’ “illegale” che il governo massacri lo Stato Civile
    E’ ILLEGALE che la politica costa 50 MILIARDI di euro l’anno
    E’ “illegale” che il governo converta la scuola pubblica in privata
    E’ “illegale” che il nostro contratto di lavoro è fermo da anni

    Non guardiamo la pagliuzza nell’occhio, mentre la trave ci acceca…
    Oltre a informare, noi insegnanti abbiamo il dovere civico di formare…
    I ragazzi devono conoscere come difendersi e come conquistare i diritti, anche attraverso la lotta.
    Non dimentichiamoci la storia, grazie ai nostri padri ideologici e morali, che con la loro lotta, godiamo di un po di diritti e di una parziale democrazia.
    Noi insegnanti dobbiamo stare al fianco degli studenti e viceversa…non svendiamoci…bisogna continuare a lottare con convinzione per un presente e un futuro migliore.

  2. Riziero Agostinelli 19 novembre 2012 a 05:15 #

    Studiamo come occupare il PARLAMENTO…dobbiamo seriamente mettere paura. facciamo girare questa voce… anche alla stampa… facciamo tremare la politica italiana.

  3. Donatella Balduini 19 novembre 2012 a 20:19 #

    Gentili colleghi del Chris Cappell College, tutti sappiamo quanto ci costi fare scelte impopolari, dato il nostro particolare “mestiere” checi tiene a stretto contatto con i nostri ragazzi. E’ però veramente giunto il momento di far sentire una voce unanime in difesa della scuola pubblica. Pertanto sosteniamoci nelle azioni di agitazione e soprattutto coordiniamoci per produrre noi stessi un disegno di legge che possa essere considerato come valida alternativa al ddl 953 ex Aprea. Un saluto Donatella Balduini

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