Mozione del comitato dei genitori dell’istituto comprensivo “Piazza Minucciano”

20 Nov

I rappresentanti dei genitori dell’Istituto Comprensivo “Piazza Minucciano” di Roma, riuniti in assemblea nei giorni 9 e 16 novembre 2012:
–       sono solidali con gli insegnanti e condividono le ragioni della loro protesta, illustrate e motivate nella mozione del Collegio Docenti del 5 novembre 2012;
–       pur riconoscendo un avvio alla ragionevolezza in merito alle proposte di aumento delle ore frontali di insegnamento, esprimono, come genitori e come cittadini, un forte dissenso nei confronti di provvedimenti governativi e disegni di legge che penalizzano sistematicamente ed ulteriormente la scuola statale, lo svolgimento efficiente e democratico delle attività e, in definitiva, la qualità e l’impatto dell’insegnamento per le giovani generazioni nel corso dell’intero ciclo scolastico pubblico;
–       denunciano la particolare gravità del Disegno di Legge n.3542 (ex ddl 953 Aprea, Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche statali), già approvato dalla Camera e attualmente in discussione presso la Commissione Cultura del Senato, che, oltre a ridurre fortemente le competenze degli Organi Collegiali, e quindi gli spazi di democrazia all’interno delle istituzioni scolastiche, prepara la strada per un futuro ingiustificabile ingresso di privati quali finanziatori esterni ammessi a far parte degli organi di rappresentanza di ogni istituto e dunque ad influenzare il Piano dell’Offerta Formativa: tutto ciò si tradurrà in una ulteriore erosione dei finanziamenti assegnati dallo Stato a tutte le scuole, che dovranno trovare autonomamente sponsor disposti a sostenerne le attività e i progetti, con inevitabili squilibri nella distribuzione territoriale delle risorse;  e in tal modo l’istruzione scolastica, anziché contribuire a rimuovere e a combattere le disuguaglianze sociali ed economiche, finirà per rinforzarle ed alimentarle, contravvenendo a fondamentali principi della Costituzione, che impegna la Repubblica a garantire e proteggere l’infanzia e la gioventù favorendo gli istituti necessari a tale scopo;
–       desiderano segnalare a tutti i componenti della VII Commissione permanente (Istruzione pubblica e beni culturali) del Senato, che sono intenzionati a manifestare in sede elettorale il proprio dissenso, facendo mancare il consenso a tutti i partiti che dovessero, tramite i loro rappresentanti, approvare o contribuire a far approvare norme che minino ulteriormente l’impianto della scuola pubblica e che introducano in maniera unilaterale e antidemocratica misure ulteriormente penalizzanti per i propri figli;
–       ritengono inaccettabile che, a fronte dei continui tagli alla scuola statale, la Commissione Bilancio della Camera abbia approvato il 15 novembre un finanziamento di 223 milioni di euro alle scuole paritarie;
–       si impegnano, come genitori competenti, a rivolgersi direttamente ai componenti della VII Commissione del Senato e a coordinarsi con i principali interlocutori scolastici, per tutelare, attraverso idonee azioni, la scuola pubblica e il diritto dei propri figli ad una istruzione garantita ai sensi della Costituzione.

Il Comitato genitori dell’Istituto Comprensivo “Piazza Minucciano”

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Una Risposta to “Mozione del comitato dei genitori dell’istituto comprensivo “Piazza Minucciano””

  1. Stefano Proietti 26 novembre 2012 a 19:17 #

    Buongiorno!

    Sono un genitore del comprensorio di piazza Minucciano, dove studiano due (e tra due anni anche il terzo) miei figli.

    Vi ringrazio per l’impegno che state profondendo in questa giusta battaglia ma desidero esprimervi il mio netto dissenso da uno dei punti che avete inserito nella “Mozione dei genitori” del 20 novembre.

    Mi riferisco al ritenere “inaccettabili” i 223 milioni di euro stanziati per la scuola paritaria.

    Vi prego di riflettere sul calcolo dei costi di un allievo della scuola statale e il raffronto con quanto costa invece alle casse dello Stato chi frequenta la scuola non statale.

    La spesa pubblica per il primo ammonta a 6.635 euro, mentre per il secondo l’erario eroga 661 euro.

    Il risparmio per lo Stato risulta dunque di 5.974 euro a studente. In totale, si tratta di un risparmio di 6 miliardi e 334 milioni l’anno.

    Le scuole paritarie, frequentate da circa il 12 per cento degli alunni italiani, percepiscono solo l’1% dei fondi statali per l’istruzione.

    Perché continuate a scagliarvi pregiudizialmente contro questi presìdi della libertà educativa?

    I miei figli frequentano scuole statali, ma mi piacerebbe essere libero di scegliere la scuola che vorrei per loro, senza essere costretto, nel caso scegliessi una scuola paritaria, a pagare due volte e a non poter scaricare nemmeno un euro della retta.

    Io in una scuola paritaria tanti anni fa ci ho anche insegnato (un liceo dei salesiani a Frascati) e posso garantirvi che non era certo fonte di arricchimento per chi la gestiva, anzi: pur di permettere a tutti di poterla frequentare si facevano pagare rette ridotte a chi non poteva e maggiorate a chi aveva risorse adeguate.

    Quando uno dei miei figli non è stato preso alla scuola dell’infanzia comunale (mia moglie risultava non lavoratrice – perché dove faceva le pulizie non era in regola – ed avevamo 18 punti in meno in graduatoria) sono stato costretto a cercare di corsa una scuola privata. Per fortuna che ce ne erano alcune gestite da suore con rette avvicinabili, perché altrimenti mio figlio (che poi ad anno avviato è stato chiamato dalla comunale) dove lo avrei mandato?

    Eppure con i tagli che anche le paritarie stanno subendo continuano a chiuderne centinaia all’anno, perché non ce la fanno più.

    Insomma… va bene lottare, sono con voi.

    Ma cerchiamo di mettere a fuoco i bersagli giusti e non spariamo ad alzo zero seguendo i luoghi comuni.

    Con rispetto,

    Stefano Proietti

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