LETTERA AI GENITORI DELL’I.C. FRATELLI BANDIERA

25 Nov

Noi insegnanti della scuola secondaria di primo grado dell’IC Fratelli Bandiera avvertiamo la necessità di comunicare ai genitori ed agli alunni della nostra scuola le motivazioni che ci hanno spinto ad aderire compatti allo sciopero europeo del 14 novembre 2012, consapevoli del fatto che, nel servizio pubblico, il disagio non ricade sul datore di lavoro bensì sull’utenza.

E’ evidente che le famiglie non sono la nostra controparte: pensiamo anzi che, per motivi diversi, in qualità di cittadini, famiglie e lavoratori, saremo tutti coinvolti dai tagli e dai provvedimenti che questo governo sta per varare.

Vogliamo quindi condividere con voi le motivazioni che stanno portando tutte le scuole italiane a mobilitarsi per difendere i diritti acquisiti in anni storia del nostro paese in difesa di una scuola pubblica uguale per tutti.

Appellandoci al dettato della Costituzione Italiana, nei suoi principi fondamentali ed in particolare negli articoli nn. 33 e 34, rivendichiamo:

  • Il diritto allo studio
  • Il diritto alle pari opportunità
  • Il diritto al lavoro

Questi diritti, a nostro parere, sono lesi dalle iniziative legislative che il governo intende attuare. In particolare il ddl 953 prevede lo smantellamento degli Organi Collegiali e l’inserimento degli interessi privati nella scuola pubblica facendo sì che le istituzioni scolastiche diventino più o meno prestigiose ed efficienti a seconda del territorio in cui sono dislocate, del reddito delle famiglie, dei maggiori o minori investimenti che riceveranno.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica ”( Art. 9 della Costituzione Italiana)

Un paese che non investe nell’istruzione e nella ricerca non investe nel futuro delle nuove generazioni : pertanto, ci sentiamo preoccupati ed offesi per la scarsa considerazione che questo governo dimostra nei confronti del nostro lavoro la cui specifica finalità consiste nel formare i cittadini del domani.

Ci preoccupa ulteriormente la scelta di investire, al contrario, nell’acquisto di un considerevole numero di cacciabombardieri F35 ( Cfr. art. 11 della Costituzione :).

 

La scuola non è un’azienda e non può essere gestita come tale.

Ci domandiamo, con una certa inquietudine:

  • Come sarà reclutato il personale?
  • Quanto sarà pagato? E per quante ore di lavoro?
  • Cosa accadrà alla libertà di insegnamento, ai programmi, ai libri di testo?
  • Il diritto allo studio sarà garantito a tutti o subentreranno scuole diversificate in base al reddito prevalente dell’utenza? ( Centro, periferie, paesi , Nord, Mezzogiorno, sedi disagiate, ecc.)

 

Mentre 223 milioni di euro sono stati stanziati per la scuola privata, già con la Spending Review nel nostro Istituto Comprensivo abbiamo subito i primi tangibili effetti della politica dei tagli indiscriminati. Riportiamo alcuni esempi.

 

  • Passaggio forzato degli insegnanti considerati “non idonei”, ovvero della fascia più debole della nostra categoria, a funzioni di tipo amministrativo: questo è quanto accadrà ad una nostra collega che per un ventennio ha realizzato e gestito un Laboratorio/Museo Scientifico con altissime finalità didattiche per gli alunni della scuola primaria.

 

  • Riduzione del personale amministrativo con conseguente disagio nell’organizzazione
  • Taglio del servizio psicopedagogico, ovvero di un’attività che ha costituito per anni un indispensabile supporto alla didattica, all’integrazione, alla gestione dei bisogni educativi speciali.
  • Aumento dell’età pensionabile : lede i diritti acquisiti e nega l’ingresso ai precari.
  • Riduzione del numero degli insegnanti di sostegno ( con ricaduta negativa sui singoli alunni e sulle intere classi)
  • Aumento del numero degli alunni per classe con conseguenze negative sulla sicurezza, sullo star bene a scuola, sull’efficacia della didattica.
  • Concorso : inutile spreco di denaro pubblico per selezionare docenti già altamente formati e specializzati mediante corsi universitari post-laurea (SISS) a spese dei singoli e spesso fuori sede
  • Sicurezza: difficoltà di reperire, presso le istituzioni competenti, finanziamenti per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria ( bagni, cortile, ecc.).

 

Ora parliamo del nostro lavoro…

 

Il tentativo di aumentare di sei ore l’orario dei docenti della secondaria di primo e di secondo grado, benché rientrato, ha posto un serio precedente per quanto riguarda la messa in discussione dei diritti acquisiti dai lavoratori: infatti, non si possono aumentare di un terzo le ore lavorative senza un incremento retributivo e, soprattutto, senza una contrattazione.

Le diciotto ore di insegnamento frontale non esauriscono il carico di lavoro complessivo dei docenti che è difficile da quantificare in ore settimanali:esso, pertanto, rimane sommerso in quanto consiste in una serie di attività indispensabili all’attuazione del progetto educativo ma che non sono né note né visibili.

  • Programmazione disciplinare
  • Preparazione delle lezioni
  • Correzione delle verifiche
  • Consigli di Classe
  • Collegio Docenti
  • Lavoro per Commissioni e Dipartimenti ( es: Continuità, Orientamento, DSA, GLH… )
  • Elaborazione, attuazione, monitoraggio dei progetti
  • Valutazione quadrimestrale
  • Esami
  • Prove Invalsi
  • Ricevimento genitori
  • Compilazione registri
  • Relazioni
  • Visite didattiche e campiscuola
  • Aggiornamento

 

Rientra nella specificità del nostro lavoro la tutela e la responsabilità verso persone minorenni e spesso non autosufficienti : ciò comporta un carico emotivo difficilmente quantificabile in ore di lavoro e in termini retributivi.

 

Aderiremo, perciò, ad ulteriori forme di mobilitazione in linea con le iniziative già attuate dalla gran parte delle scuole italiane.

Confidiamo nella vostra solidarietà, perché la scuola siamo tutti noi.

 

 

I docenti della scuola secondaria dell’IC Fratelli Bandiera.

 

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