Lettera aperta al Presidente del Consiglio

28 Nov

di Sandra Rusca ( docente IMS “ G.Bruno” Roma)

Signor Presidente del Consiglio

Un anno fa ho salutato con fiducia l’avvento del suo governo , nella speranza che persone competenti ed oneste potessero servire un paese che si diceva stesse per “ bruciare”, come era accaduto ad altre nazioni europee. Le prime iniziative del suo governo hanno coinvolto le pensioni , allungando la vita lavorativa di molti, non più giovani, ed ipotecando il futuro lavorativo di molti giovani. Successivamente il suo governo ha pensato di modificare l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori limitando i diritti dei lavoratori licenziati ingiustamente. Nel frattempo aumentavano le cifre di coloro che si venivano a trovare senza pensione e senza lavoro , cioè senza un reddito, così come aumentava il nostro debito pubblico , ma si stabiliva che il pareggio del bilancio diventava obbligo costituzionale nel 2013. Quindi si sono resi necessari nuovi interventi dolorosi , a partire dalla “spending review” ( revisione della spesa ) estiva , che sarebbe poi stata incorporata nella “ legge di stabilità” ( cioè la legge finanziaria annuale , il bilancio dello stato). Tra i nuovi interventi il suo governo ha pensato di aumentare per legge l’orario di servizio dei docenti ( 6 ore settimanali a cui si aggiungono tutte le funzioni connesse) , di non pagare le ferie ai docenti supplenti, di ridurre i finanziamenti statali alle scuole pubbliche , di erogare consistenti finanziamenti pubblici alle scuole paritarie, di ridurre ai finanziamenti alla ricerca scientifica, di ridurre i finanziamenti del SSN per i malati di SLA …

E’ stato detto dal suo Ministro delle Finanze che queste misure potevano essere modificate , a patto che si mantenessero i saldi in ogni settore.

Ieri sera , in margine alla Sua intervista al Sig. Fazio , in occasione della presentazione del volume sull’Europa che ha curato insieme all’Onorevole Coulard, Lei affermava che nel nostro paese “ bisogna migliorare l’organizzazione di tutto ciò che è cultura” e che a questo proposito “ in alcune sfere del “ personale “ Lei ha trovato un “ grande spirito conservatore “ e una “ grande indisponibilità a fare due ore in più per liberare risorse” ; e aggiungeva che i giovani sono quelli che sono più in “ credito” ed hanno ragione a protestare , soprattutto se lo fanno civilmente , ma vi sono troppi “corporativismi che usano i giovani per perpetuarsi e non adeguarsi ad un mondo più moderno”.

Il sentimento suscitato dalle Sue parole è al tempo stesso di rabbia e sgomento.

Se i giovani sanno proporre le loro ragioni con civiltà è anche grazie agli adulti che ne curano la formazione, e tra questi vi è la scuola con i suoi pregi e difetti . Da qualche secolo in Europa la Democrazia si fonda su un “ patto sociale” che si articola in regole e leggi ; nessuno è al di sopra della legge ed il patto va rispettato da tutti i contraenti e, per modificare il patto ed il contratto che lo governa, bisogna seguire le regole , altrimenti subentrano la violenza , la sopraffazione, l’arbitrio; questo si cerca faticosamente di insegnare e far rispettare ai ragazzi. Nel voler imporre un aumento dell’orario di servizio ( di sei ore , sia detto per inciso), e tutto ciò che ne consegue , si è venuti meno ad un principio costituzionale e contrattuale ; nessun Ministro del suo Governo ha mai affermato di volerlo fare per “ liberare risorse” , ma per risparmiare risorse che, oltre ad appesantire il lavoro individuale ( al di là di quanto previsto in ogni paese europeo, si vedano i dati di Eurydice), impedivano ad altri docenti di lavorare . Le risorse venivano quindi mutilate in ogni senso. Nessuno , prima che lo dicesse Lei, ha mai affermato, inoltre, che questo sarebbe servito a “ migliorare l’organizzazione di tutto ciò che è cultura” . Nel mondo della scuola , che Lei dovrebbe conoscere a fondo , si vede molto bene come opera quotidianamente quel patto tra le generazioni che consente ad una società di crescere , che è il contrario del corporativismo citato, perché ciascuno vi agisce come lavoratore , come genitore , come cittadino e come cittadino in formazione , con la fatica , con la fantasia e con molta pazienza , virtù italiche per definizione; ci si rimbocca le maniche anche per colmare i tanti vuoti a cui le istituzioni non sono in grado di far fronte ; per queste ragioni mi consenta di dirLe che le Sue affermazioni, pronunciate nella trasmissione “ Che tempo che fa” del 25 /11/2012, sono inaccettabili e offensive della dignità della nazione che Lei governa , per il semplice motivo che misconoscono la realtà , in quanto “ il credito “ che i giovani vantano nei confronti della società potrebbe cominciare ad essere risarcito confermando il primato del diritto all’istruzione e alla dignità del lavoro di tutte/i e per tutte/i , condizioni imprescindibili per essere cittadini liberi e consapevoli. Mi rincresce dirLe che sono delusa e amareggiata ma continuerò, come fanno moltissime e moltissimi, a fare del mio meglio , nonostante tutto.

Cordialmente Sandra Rusca ( docente IMS “ G.Bruno” Roma)

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2 Risposte to “Lettera aperta al Presidente del Consiglio”

  1. Stefano 30 novembre 2012 a 21:04 #

    Non ho capito se l’incipit dell’articolo sia pura e semplice retorica, scritta solo per ingraziarsi lettore e destinatario, oppure sia il frutto di una convinzione maturata, a suo tempo, dalla collega. Nel primo caso, umilmente, avrei lasciato perdere: Monti, a mio avviso, è persona “di mondo” e non si lascia certo condizionare da espedienti retorici; nel secondo, ahimè, riconosco le debolezze di noi insegnanti, che amiamo riconoscerci come intellettuali e che, per questo, stimiamo la “competenza tecnico – specialistica” come un valore in sé.Con tutta la stima che ho per la collega, credo che sia il caso di cambiare atteggiamento, altrimenti non saremo certo in grado di riconoscere il prossimo Monti………

  2. luigi 1 dicembre 2012 a 20:31 #

    condivido ogni parola . grazie !!!

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