MOZIONE COLLEGIO DEI DOCENTI DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO “ENZO BIAGI” – ROMA

12 Dic

Il Collegio dei Docenti dell’Istituto Comprensivo “Enzo Biagi” di Roma esprime grave preoccupazione, indignazione e profondo dissenso nei confronti delle scelte politiche fortemente punitive verso la Scuola Pubblica, caratterizzate da tagli di risorse e personale, attuati in forme diverse, nonché da una martellante svalutazione della professionalità e della libertà di insegnamento. Pertanto, il C.d.D. aderisce alla mobilitazione che sta interessando molte scuole del nostro paese per le seguenti motivazioni:

  • la Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado sono state sistematicamente intaccate e svigorite ad opera degli ultimi governi (eliminazione delle compresenze, soppressione dell’insegnamento specialistico di lingua inglese, ridimensionamento del tempo pieno, riduzione delle cattedre di sostegno, aumento del numero di alunni per classe, etc.) e, più in generale, sono stati negati i fondi necessari alla vita stessa dell’organizzazione scolastica, a cominciare da edilizia e logistica;

  • è ormai manifesta l’intenzione di recuperare risorse, per garantire il recupero degli scatti di anzianità nel comparto scuola, attraverso il taglio del fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa, il quale, invece, risulta essere di fondamentale importanza per il raggiungimento di obiettivi qualitativi rilevanti (sia rispetto all’offerta didattica sia per contrastare il disagio e la dispersione scolastica o favorire l’integrazione degli alunni diversamente abili); le risorse recuperate in tal modo coprirebbero solo il recupero degli scatti di anzianità del 2011, lasciando aperto il problema della copertura del 2012 e dei prossimi anni;

  • contestualmente il governo richiede che venga aperta una trattativa sulla cosiddetta “produttività” nella scuola, al fine di evitare le inevitabili conseguenze negative sulle prestazioni aggiuntive garantite dalle attuali risorse; lo storno del fondo di istituto e l’aumento di produttività, significano un aumento gratis dei carichi di lavoro e rappresentano, pertanto, il tentativo di far rientrare dalla finestra ciò che sembra essere stato bloccato alla porta (art.3 della Legge di Stabilità); in tal modo saranno i lavoratori stessi a finanziare un loro diritto (la tutela del salario fondamentale di cui i gradoni sono parte integrante e sostanziale), dovendo rinunciare a una parte consistente delle risorse destinate al salario accessorio, e gli studenti dovranno fare a meno di quelle opportunità che la scuola organizza in proprio per il miglioramento e l’ampliamento dell’offerta formativa, che sono espressione anche della professionalità di docenti e ATA e della loro “produttività”;

  • la scuola statale odierna offre a tutti pari opportunità di istruzione indipendentemente dal territorio in cui vivono, dal reddito delle proprie famiglie e dai finanziamenti che ogni singolo nucleo territoriale sarà in grado di trattare; tale parità viene messa a rischio dal ddl 953 ex Aprea, il progetto di riforma degli organi collegiali, che restringe gli spazi di democrazia, aprendo la strada all’autonomia statutaria di ogni singola scuola e alla pericolosa accentuazione del ruolo dei soggetti privati, che avranno la possibilità di entrare a far parte degli organi collegiali, influenzando notevolmente il Piano dell’Offerta Formativa.

  • si realizzano nuovi metodi di reclutamento, TFA e nuovo concorso scuola, costosi (150 milioni di euro circa, per il concorso) e inutili (perché in pratica possono partecipare solo i precari i cui nomi figurano da anni nelle graduatorie), impegnando risorse che potrebbero essere sicuramente adoperate più proficuamente per l’assunzione di quegli stessi precari storici.

Il Collegio dei Docenti dell’Istituto Comprensivo “Enzo Biagi”, anche in collaborazione con la componente ATA, chiede con forza al Ministero di stanziare subito tutte le risorse utili alla copertura totale degli scatti senza ulteriori decurtazioni dal bilancio della scuola pubblica, anche e soprattutto alla luce degli ultimi stanziamenti ad hoc per il comparto della scuola privata.

Il C.d.D. pertanto, dichiara uno “stato di agitazione”, protratto per tutto il tempo necessario, che si concretizza attraverso le seguenti iniziative:

  1. sensibilizzazione delle famiglie e della cittadinanza attraverso molteplici forme di comunicazione, tra cui assemblee territoriali aperte e tempestiva pubblicazione del presente documento sulla pagina di apertura del sito Internet della scuola, utilizzando il web come strumento prioritario della protesta in atto;

  2. sospensione da ogni incarico previsto nell’organigramma dell’Istituto (figure strumentali, referenti, capi dipartimento e area, ecc.); restano in carica, per l’ordinaria amministrazione, il Primo e Secondo collaboratore, nominati dal D.S., e i responsabili delle sedi (per le sole sostituzioni e comunicazioni con il D.S.);

  3. blocco delle uscite didattiche e dei viaggi d’istruzione;

  4. blocco dei colloqui settimanali con le famiglie;

  5. sospensione di tutte le attività extracurriculari non esplicitamente previste dal CCNL come obbligatorie (Progetti, Corsi recupero/consolidamento e potenziamento, Corsi alfabetizzazione per alunni stranieri, Laboratori, ecc.);

  6. sospensione dell’attuazione del POF.

Quanto sopra sarà attuato fino a quando le autorità daranno segnali di apertura e di adeguata considerazione sulle problematiche della Scuola.

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