VELLETRI, GLI INSEGNANTI SI AUTODENUNCIANO TUTTI QUANTI E SFILERANNO SABATO IN FIACCOLATA

14 Dic

Dall’Osservatore Laziale

Sabato 15 dicembre si terrà una fiaccolata di denuncia che partirà alle ore 17:30 da piazza Garibaldi fino a piazza Mazzini.

Chiara Rai

Velletri (RM) – Quattro docenti di Velletri denunciati per aver partecipato a un flash mob, lo scorso 10 novembre, in occasione dell’inaugurazione del teatro Volonté e simultaneamente alle manifestazioni in atto in tutta Italia per denunciare il “disastroso stato in cui versa la scuola pubblica”.

Ieri, presso l’Istituto Agrario di Velletri, il Coordinamento Scuole dei Castelli Romani presieduto dagli insegnanti Giuseppe Rossi e Vairo Canterani alla presenza di numerosi insegnanti e associazioni, ha espresso profonda indignazione nei riguardi di un pezzo di apparato dello Stato, in questo caso il Commissariato distaccato di polizia di Velletri, che “anziché perseguire i delinquenti – parole dei membri del coordinamento – hanno notificato a quattro docenti, che hanno protestato contro i tagli del Governo alla scuola pubblica, dei verbali di elezione di domicilio per trasmettere le informative di reato all’Autorità Giudiziaria”.

Gli insegnanti presenti si sono tutti autodenunciati come gesto simbolico di non rinuncia al diritto di difendere il diritto alla pubblica istruzione, manifestato con il gesto pacifico del flash mob.

Sabato prossimo 15 dicembre si terrà una fiaccolata di denuncia che partirà alle ore 17:30 da piazza Garibaldi fino a piazza Mazzini. Le azioni dunque, non si arrestano:“mi autodenuncio – ha dichiarato Canterani – perché crediamo nella forza dei diritti ma rifiutiamo il diritto della forza. L’episodio accaduto ci sembra un atto intimidatorio e non possiamo accettarlo perché l’aver manifestato per una decina di minuti pacificamente le nostre idee non può essere condannato in questa maniera. Noi crediamo che la scuola sia il futuro e intendiamo continuare a difenderla”.

Alla conferenza a Velletri si è presentato anche il consigliere comunale Danilo Rossi che ha espresso da parte dell’amministrazione comunale tutta, piena solidarietà: “Ritengo che il gesto verso questi insegnati – ha detto –  esprima arretratezza culturale, esprimiamo ai docenti una solidarietà concreta in quanto ci attiveremo con un sistema di avvocati democratici e vi saremo accanto questo sabato per sostenere la vostra causa”. Un altro docente, Giacomo Bortone ha espresso dei concetti rilevanti sintetizzando il fatto che negli anni si è assistito ad un “accomodamento al ribasso” di tutte le risorse destinate alla scuola che è culminato con la riforma Gelmini in un reale smantellamento della stessa pubblica istruzione. “Nessuna delle forze politiche ha finora preso alcuna posizione rispetto alla riforma Gelmini che di fatto limita il nostro agire come insegnanti e come acceto ai nostri fondamentali diritti di poter espletare la nostra professione”.

Infine Giuseppe Rossi che ha aperto la conferenza di ieri, ha spiegato quanto il coordinamento sia nutrito di adesioni da Velletri fino a Frascati e Grottaferrata, dalle superiori agli istituti comprensivi: “quello che è successo a questi docenti – ha detto Giuseppe Rossi – non si è verificato da nessun’altra parte. Neppure negli anni ’70”.

Sia Canterani che Rossi, hanno spiegato che in uno Stato di diritto non dovrebbero esserci autorizzazioni per manifestare ma bensì comunicazioni alle autorità di pubblica sicurezza affinché venga garantità l’incolumità pubblica. Ma il 10 novemre non è successo nulla di tutto ciò: c’è stato un flash mob, ovvero una aggregazione spontanea in piazza di persone che in poche decine di minuti hanno tenuto in mano dei fogli di carta con frasi di protesta contro i tagli alla scuola.

Se si permettono tali precedenti e si china la testa, ovvero si permetta in silenzio che si perseguano degli insegnati e persone che manifestano pacificamente per un diritto garantito dalla Costituzione, allora significa che si è vicini ad una condizione repressiva senza ritorno. Viva la democrazia.

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