Documento dell’assemblea dei lavoratori dell’IC Pascoli di Aprilia 12/12/2012

27 Dic

La scuola e il sapere sono sotto attacco da troppo tempo per continuare a fare finta di niente.

L’attuale prospettiva di ministri e governi è da considerare congiunturale alla crisi economica, generata dalla scelleratezza finanziaria, solo in funzione della stessa scelleratezza che vuole sacrificare sull’altare del libero mercato anni di diritti acquisiti e quello “stato sociale” che ci ha fatto uscire dalla crisi umana delle guerre mondiali e dalle rovine della competitività forzata.

E’ ora di inserire in questi contesti la logica, che vuole impoverire quotidianamente e con colpi costanti di obice, la struttura della scuola pubblica e di massa figlia dalla costituzione, che ha consentito agli italiani di superare il sistema gentiliano e censitario .

Ridurre costantemente i finanziamenti centrali, accorpare gradi d’istruzione diversi, rendere intercambiabili i ruoli disciplinari dei docenti, portare a regime la precarizzazione dei lavoratori e con essa sostenere le incertezze sulla dignità dei singoli, avvalorare sistemi di valutazione importati e non comprovati, e ancora: sostanziare normative labili e schizofreniche, non rinnovare i contratti nazionali per creare precedenti tesi unicamente a frammentare il diritto del lavoro , finanziare la scuola privata in barba agli articoli della costituzione stessa, abbassare il livello di tutela dei più deboli, frammentare in ingresso la categoria docenti che nell”unità ritrova una prospettiva di scopo ; sono solo alcuni degli aspetti che dovrebbero far indignare, in primis, i lavoratori, che della conoscenza hanno fatto loro progetto di vita e poi i cittadini tutti, che credono nell’istruzione e nella ricerca come motori di mobilità sociale, di emancipazione interculturale, di costruzione realistica di senso, di fondamento della società.

8 miliardi di euro in 4 anni dal 2008 decurtati alla scuola, decreti regionali atti al dimensionamento e all’accorpamento, decreti legge per utilizzare docenti specializzati in mansioni didattiche diverse dal loro stesso curriculum, 150.000 tagli di personale, 200.000 precari nelle graduatorie ad esaurimento e il coraggio di indire un concorso per creare ulteriore precariato, DDl e commissioni per ridurre il peso degli organismi collegiali e accorpare le responsabilità ai vertici delle attuali dirigenze, finanziamenti e privilegi alle scuole paritarie e private che nel territorio nazionale hanno contribuito ad inflazionare lo stesso titolo di studio, retribuzioni e responsabilità del corpo docente mortificate da alterazioni e vacanze pluriennali dei contratti. Un aumento dell’età pensionabile di chi è in cattedra, che stride con il paradossale battage mediatico e finanziario sul “nuovismo” generazionale e tecnologico distante anni luce da chi è costretto ad insegnare anche quando non ha più la capacità realistica di decodifica dei linguaggi del sapere medesimo. Per ultima la logica del pareggio di bilancio da applicarsi a caduta su tutto quanto è pubblico che sacrifica il Fondo d’Istituto per il sacrosanto diritto degli scatti di anzianità. Per tutto questo noi diciamo:- hanno sbagliato e dimostrato di non conoscere la scuola!

Pertanto, come docenti, che ogni giorno garantiscono la didattica nelle aule e sostanziano quel meraviglioso esperimento sociale che è la scuola, proponiamo, in contrasto con le disposizioni calate dall’alto e contro un criterio di subalternità sindacale che vorrebbe aumentare la discrezionalità sui luoghi di lavoro:

di sospendere i progetti presentati al collegio docenti non ancora iniziati, di quantificare le ore di lavoro già svolte dalle commissioni e dai lavoratori ( per il coordinamento delle classi, lo svolgimento dei consigli, la vigilanza ETC) per sottoporle alla contrattazione futura come punto di partenza, fino all’approvazione della contrattazione medesima

di rendere la contrattazione trasparente per comprendere il ridimensionamento del MOF e del FIS e qualora non si verificassero le condizioni per soddisfare i punti precedenti e per garantire una scuola di qualità procedere, dopo opportuna discussione, alle dimissioni da tutti gli incarichi aggiuntivi, FF.SS comprese.

Informare i genitori e il presidente del Consiglio d’Istituto di quanto verrà penalizzata la nostra scuola da tale ridimensionamento.

Di non adottare testi invalsi e di non essere disposti a correggere le prove invalsi intermedie, in quanto il sistema di valutazione nazionale non è, oggettivamente, in grado di proporre migliorie alla scuola fino a quando i tagli e i finanziamenti alla scuola pubblica non saranno ripristinati.

aderire al coordinamento delle scuole di Aprilia e delle scuole nazionali.

aderire all’assemblea nazionale del coordinamento delle scuole nazionale del 16 dicembre a Roma con due delegati.

seguono firme 72 lavoratori IC PASCOLI APRILIA LT

12/12/12

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