Scuola pubblica: di tutte/i per tutte/i

11 Gen

Coordinamento Nazionale Scuola

scuola-corteo-movimentoAppello per la manifestazione nazionale della scuola e dei beni comuni del 2 febbraio

Scarica il volantino in PDF e diffondilo nella tua scuola e nella tua città!

Il movimento delle scuole dello scorso autunno ha reclamato il diritto ad un’istruzione di qualità per tutte e tutti, contrastando l’ennesimo progetto di tagli alla scuola, attraverso l’aumento dell’orario di la­voro a parità di salario, avanzato dal governo Monti e di aziendalizzazione degli istituti, attraverso la cancellazione degli organi collegiali avanzata nel Ddl Aprea-Ghizzoni. Il governo Monti e il parlamen­to uscente, sconfessato in piazza e nelle scuole da milioni di insegnanti, studenti e cittadini, prova a far passare la privatizzazione attraverso la discriminazione tra scuole più o meno meritevoli di riceve­re i finanziamenti pubblici, che secondo quanto previsto dalla legge di stabilità dovrebbe essere appli­cata dal 2014.

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Una Risposta to “Scuola pubblica: di tutte/i per tutte/i”

  1. Stefano Proietti 12 gennaio 2013 a 19:59 #

    La spesa pubblica per uno studente della scuola statale ammonta a 6.635 euro l’anno, mentre per uno studente della scuola privata l’erario eroga 661 euro (il risparmio per lo Stato risulta dunque di 5.974 euro a studente, 6 miliardi e 334 milioni l’anno in totale). Prima di chiedere con tanta veemenza il taglio dei fondi alle private (che peraltro in parte c’è già stato, tanto che molte scuole stanno chiudendo)… vi siete chiesti cosa accadrebbe se tutti gli alunni attualmente serviti dalle scuole paritarie improvvisamente andassero a gravare sul bilancio della scuola statale? Le scuole paritarie, frequentate da circa il 12 per cento degli alunni italiani, percepiscono solo l’1% dei fondi statali per l’istruzione. Perché continuate a sputare veleno ad ogni occasione?
    Perdonate la franchezza… Sono padre di tre figli piccoli, che frequentano scuole comunali qui nel IV municipio. Nella scuola privata, anni addietro, ci ho insegnato e dove lavoravo si facevano le capriole pur di permettere la frequenza anche a chi non poteva permettersi la retta ma desiderava che i figli frequentassero una scuola cattolica.
    I pochi DIPLOMIFICI andrebbero chiusi, concordo con voi, ma le moltissime realtà educative di qualità, che fanno risparmiare lo stato… che cosa vi hanno fatto di male???? Ammiro il vostro impegno, ma su questo tema ogni volta che leggo un comunicato continuo a trovare, purtroppo, pregiudizi e ideologia. Ma secondo voi nella laicissima Francia… se lo Stato finanzia la scuola privata (e lo fa in modo largamente superiore al nostro!) lo fa per piaggeria verso il Vaticano? Non sarà che è una scelta che tutela la libertà educativa e arricchisce l’offerta dell’istruzione pubblica?
    Con rispetto e stima,
    Stefano Proietti

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