LA SITUAZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA ITALIANA

23 Gen

Riceviamo e pubblichiamo il documento di un gruppo di genitori e insegnanti del liceo Aristofane

Traccia per un percorso di approfondimento

Lo scenario

Lo scorso 11 novembre il Governo ha soppresso nel ddl di stabilità la norma che prevedeva l’aumento dell’orario di insegnamento da 18 a 24 ore.

Il 22 novembre il Governo ha incontrato le organizzazioni sindacali del comparto scuola per discutere dell’avvio del percorso che porterà al rinnovo del contratto di lavoro.

L’incontro si è concluso con l’impegno del Governo a riconoscere gli scatti di anzianità maturati dal personale della scuola nel 2011 e nel 2012.

Tutto bene quindi.

Non proprio: per la copertura di entrambi i provvedimenti si attingerà al fondo per il miglioramento dell’offerta formativa da cui in ultima analisi dipende la realizzazione delle attività previste dal Piano dell’Offerta Formativa.

Il taglio non sarà indolore.

Le cifre fornite dal Governo parlano di 431,5 milioni di euro per l’a.s. 2012-2013 su 1.300 milioni di euro: il 33% circa del totale.

Guardando oltre il 2013, la legge sulla c.d. spending review prevede una riduzione del personale della PA da attuarsi non più e non solo attraverso il blocco del turn over ma anche attraverso la mobilità del personale in esubero.

Se poi guardiamo alle dichiarazioni di Monti, Grilli e Profumo il concetto attorno al quale ruotano è sempre lo stesso: gli insegnanti vengono pagati per intero in cambio di un part time.

È quindi inutile farsi illusioni: la resa dei conti con il mondo della scuola è solo rinviata.

Sul piano micro va segnalato che il Ministero dell’Istruzione (MIUR) non ha ancora comunicato alle scuole l’entità del cosiddetto Fondo di Istituto le cui risorse sono necessarie per la realizzazione delle attività di ampliamento dell’offerta formativa.

Questo ritardo blocca la contrattazione di Istituto e quindi l’avvio delle attività previste dal Piano dell’Offerta Formativa (POF).

In questo quadro già di per sé allarmante, i contributi volontari delle famiglie degli studenti sono divenuti indispensabili, almeno sul piano finanziario, per il funzionamento della scuola visto che i fondi provenienti dallo stato e dagli enti locali arrivano con grande ritardo o non arrivano affatto.

In sintesi, lo scenario che si prospetta è quello di una scuola pubblica strangolata dall’assenza di risorse umane (si pensi a quanti posticipi dell’ingresso a scuola e anticipi dell’uscita da scuola si verificano ogni settimana)  ed economiche.

Dalla protesta…

La forte protesta delle scorse settimane non solo è servita a bloccare una norma oggettivamente iniqua nel merito e nel metodo ma ha anche dimostrato che l’unico ostacolo che operazioni spregiudicate come questa possono incontrare è rappresentato da una conoscenza diffusa dei problemi nel merito.

alla proposta

Il risanamento della finanza pubblica, questo è oramai chiaro, non passerà solo attraverso il taglio degli sprechi ma inciderà sui servizi essenziali per i cittadini: istruzione e sanità.

Questo processo è irreversibile e non possiamo limitarci a dire no ogni qualvolta la scuola verrà toccata, sebbene sia doveroso ed importante farlo anche quando ciò apparentemente non serve.

Sappiamo bene che in passato il no di sindacati e lavoratori della scuola non ha purtroppo impedito alla Gelmini di tagliare le risorse della scuola in misura draconiana.

Perché la scuola pubblica italiana sopravviva saranno necessari tanti cambiamenti nel modo in cui le risorse umane e finanziarie vengono impiegate.

Ma per ottenere che questi cambiamenti non siano iniqui è necessaria una conoscenza profonda del modo in cui la scuola funziona e delle risorse, di nuovo, umane e finanziarie, delle quali vive.

È su queste premesse che nasce la proposta di “un viaggio nella scuola italiana”.

Un viaggio da fare insieme studenti, docenti e genitori il cui frutto sia una maggiore consapevolezza di ciò che serve e di ciò a cui si può rinunciare.

Un frutto da condividere

Un pugno di esperti non ha mai cambiato il mondo.

Serve una coscienza comune, una consapevolezza diffusa dei problemi e delle alternative possibili.

Per questo i risultati dell’approfondimento che faremo insieme dovranno diventare prodotti editoriali (articoli?, interviste?, reportage?) che possano alimentare il dibattito sulla scuola.

I temi da affrontare

Le risorse umane

Da 10 anni a questa parte la scuola viene considerata come un lusso che non possiamo più permetterci.

Questa tesi si basa su una serie di ipotesi tutte da verificare:

  • gli insegnanti sono troppi

  • gli insegnanti lavorano poco e hanno troppe ferie

  • mediamente la preparazione degli studenti al termine del percorso scolastico è insufficiente

in sintesi la scuola è inefficiente e inefficace.

Le politiche adottate per correggere queste storture sono ben note:

  • blocco del turn over attuato tramite il blocco dei concorsi

  • riduzione delle ore di lezione comprese nei diversi percorsi formativi (vedi riforma della scuola secondaria di secondo grado)

  • riduzione delle supplenze temporanee

I docenti italiani vantano anche altri primati che vale la pena di sottolineare:

  • nessuna carriera, solo scatti di anzianità;

  • nessuna forma di valutazione del lavoro svolto;

  • meccanismi di reclutamento che hanno trasformato la scuola in un’immensa fabbrica di speranze tradite. Parliamo di persone che per almeno 15 anni lavorano a singhiozzo con la speranza di agguantare il sospirato posto fisso. Tecnicamente i supplenti sono lavoratori dipendenti a tempo determinato. Nel settore privato dopo l’entrata in vigore della riforma del mercato del lavoro qualora per effetto di una successione di contratti a termine per lo svolgimento di mansioni equivalenti, il rapporto di lavoro fra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore abbia complessivamente superato i trentasei mesi, comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione che intercorrono tra un contratto e l’altro, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato. Ma lo stato, si sa, è al di sopra delle regole che impone agli altri.

Le risorse finanziarie

  • Il finanziamento delle attività didattiche

  • Il finanziamento delle attrezzature

  • La manutenzione degli immobili

L’organizzazione della scuola

  • L’organico di diritto e l’organico di fatto

  • L’autonomia scolastica oggi

  • L’autonomia scolastica secondo il ddl ex Aprea

Due livelli di indagine

Stando così le cose non è pensabile avviare un confronto produttivo sulla scuola se prima non si verifica la fondatezza o meno dei luoghi comuni precedentemente elencati. Questa analisi può essere condotta a due livelli: micro cioè di Istituto e macro utilizzando le statistiche che mettono a confronto i sistemi educativi dei quattro maggiori paesi europei: Italia, Francia, Germania e Regno Unito.

Due proposte di indagine a livello micro

Sarebbe interessante per ogni disciplina di insegnamento “misurare” il tempo effettivo di lavoro compiuto dagli insegnanti. Non si sottovaluti l’impatto che una rilevazione di questo genere potrebbe avere sull’opinione pubblica. Con un’indagine ben costruita si potrebbe riuscire laddove mille reazioni sdegnate, di fronte alle accuse che ben conosciamo, hanno fallito.

Sarebbe interessante contare anche le ore di lezione perse per effetto dei limiti posti sulle supplenze temporanee.

Il metodo di lavoro

Si ipotizza qui sia un lavoro diretto sulle fonti da parte dei partecipanti al gruppo di approfondimento sia un contributo sotto forma di lezione frontale da parte di esperti del settore.

La durata delle attività

Inizio delle attività alla fine di gennaio (subito dopo gli scrutini del primo quadrimestre) e termine nel mese di maggio (prima degli scrutini del secondo quadrimestre).

La sede delle attività

Sulla base della disponibilità data dal Dirigente scolastico nel corso dell’assemblea dei genitori, sede delle attività di gruppo sarà il Liceo Aristofane.

La comunicazione

Ogni singolo step del lavoro verrà finalizzato tramite la realizzazione di un prodotto editoriale (articolo, intervista, etc.) che consenta la diffusione e la condivisione dei risultati raggiunti.

Il materiale raccolto potrà essere messo a disposizione dei mezzi di informazione per una diffusione indiretta.

Conclusioni

Le attività proposte mirano, attraverso un percorso di approfondimento personale e di gruppo, a creare una maggiore consapevolezza della situazione che la scuola pubblica italiana sta vivendo.

Mirano anche, attraverso la realizzazione di prodotti editoriali a diffondere i risultati del lavoro svolto.

Ciò che si riuscirà a fare dipenderà in larga misura dal numero dei partecipanti e dal tempo che potranno dedicare alle attività.

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2 Risposte to “LA SITUAZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA ITALIANA”

  1. giovanna schiano 23 gennaio 2013 a 18:07 #

    concordo pienamente con quanto deciso dal gruppo di lavoro permanente dal gruppo di lavoro del liceo aristofane.

  2. Anna Lisa Deidda 24 gennaio 2013 a 16:08 #

    concordo con quanto deciso dal gruppo di lavoro del Liceo Aristofane. Comincerò DA OGGI stesso a calcolare il tempo di correzione dei compti in classe. Insegno Francese in un Liceo Linguistico e deco correggere i compiti di 6 classi. Anna Lisa Deidda

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