Lettera aperta al ministero sulla nota 593

30 Mar
  • Al Dipartimento per l’Istruzione del Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca,
  • Al D.G. per la politica finanziaria e per il bilancio
  • Al Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
  • All’ufficio di Gabinetto del Ministro

e p.c. Al D.G. dell’Ufficio Scolastico Regionale

Dott. Maria Maddalena Novelli

  • Alla Direzione Regionale Istruzione, Programmazione dell’Offerta scolastica e formativa, Diritto alla studio e Politiche giovanili Dott. Rosanna Bellotti

Oggetto: Nota del Dipartimento per l’Istruzione del MIUR prot. 593 del 7 marzo 2013

Desideriamo esprimere con forza e chiarezza l’ipocrisia non più sostenibile con cui il Dipartimento per l’Istruzione del MIUR continua a dare indicazioni circa le erogazioni liberali che le famiglie italiane offrono alla Scuola pubblica.

Ferma restando la gratuità e la volontarietà dei contributi delle famiglie, riteniamo indispensabile sottolineare che il Ministero dell’Istruzione, Istruzione che vogliamo torni ad essere Pubblica, è la struttura preposta al servizio delle scuole e della loro autonomia. E come tale deve provvedere al migliore funzionamento delle stesse, erogando con regolarità, con coerenza e con fondi più che sufficienti, le risorse che consentano alla Scuola di ritornare ad essere il cantiere del nostro progresso.

Un Paese che non comprende l’importanza dell’istruzione, che non considera la Scuola come l’humus da cui il nostro futuro trarrà la sua linfa, è un Paese destinato al declino. Ciò sta già succedendo, purtroppo, a causa di una scellerata politica di immiserimento della scuola pubblica, di impoverimento delle risorse ad essa destinate, di tagli senza criterio al cuore pulsante della nostra civiltà.

Comprendiamo che la recente nota 593, come la nota 312 del 20 marzo 2012, sia un atto dovuto contro l’obbligatorietà che talune scuole hanno lasciato intendere circa il contributo delle famiglie. Ma rileviamo che questa pur doverosa puntualizzazione, non accompagnata dalla soluzione del problema, risulti addirittura offensiva, poiché suona come l’ennesimo raggiro per i cittadini italiani, chiamati ancora una volta a provvedere alle mancanze dello Stato. Poiché, come sapete, la scuola italiana attualmente si regge sul contributo delle famiglie, già gravate di altri pesanti oneri.

E ci indigna oltre modo che lo stesso Ministero solleciti al rinnovamento quella stessa Scuola alla quale nega le risorse minime necessarie, imponendo processi di ammodernamento e digitalizzazione per i quali specifica di non voler dare alcun appoggio economico, mentre continua a garantire sostegno finanziario alle istituzioni scolastiche private. In questo quadro, la scuola pubblica non è stata solo danneggiata, ma anche scippata e vilipesa, perché a fronte dei tagli che continua a subire da diversi anni, vede confermato per il 2013 lo stanziamento di 223 milioni di euro a favore delle scuole paritarie.

Il monito illuminato di Piero Calamandrei, purtroppo attualissimo nel suo profetismo, ci mette in guardia dal pericolo di disfacimento morale della scuola. Questo temibile processo sarà inevitabilmente favorito dall’inconsistenza delle risorse che il nostro Paese destina all’unica scommessa verso il benessere sociale, culturale ed economico del nostro Paese: la Scuola Pubblica.

Dal Coordinamento Scuole I Municipio di Roma
con distinti saluti.

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